I modelli matematici illustrano la previsione di un SSW, ovvero Strat Warming Major, ovvero, maggiore. E sarà per altro anche il più forte di tutto il semestre freddo, e potrebbe mandare in Split il Vortice Polare, con conseguenze in tutto il nostro Emisfero.
A parlarne tra i primi di Strat Warming nelle reti televisive italiane fu Andrea Baroni. E ciò succedeva quando non si disponeva di satelliti e super computer come ai giorni d’oggi. L’evento citato da Baroni era già avvenuto, infatti nel video lui parla di conseguenze di questo fenomeno.
https://www.meteogiornale.live/2022/03/meteo-notizia/teleconnessioni/video-meteo-strat-warming-rischiamo-una-grave-ondata-di-gelo/
Eravamo nei primi giorni del gennaio 1985, l’Italia e gran parte dell’Europa erano interessate da massicci flussi d’aria fredda di origine siberiana. Era pieno inverno, la giusta stagione, non di certo primavera.
All’epoca si registrarono temperatura sotto i -20°C in Toscana, sino a circa -30°C in Valle Padana, cadde la neve a Milano, Napoli, Roma, Cagliari. Iniziò a gelare la Laguna Veneta.
Fu in Italia il maggior evento di freddo dopo quello del 1956 e 1929. Le ondate di freddo del 1956 durarono quasi un mese, quelle del 1929 circa due mesi.
Da allora il clima è cambiato, oggi ci sono nuovi elementi che stanno innescando fenomeni meteo anche seri. Innanzitutto, il volto delle stagioni rispetto a 30-40 anni fa è diversissimo, con un cambiamento che è maturato in vari step e che riguarda tutte le stagioni.
Tendono a prevalere inverni con le alte pressioni, con scarse precipitazioni, spesso con temperature sopra la media. Le primavere sono poco più calde rispetto alla norma, ma con sbalzi termici marcatissimi, così da vedere estremi termici verso il freddo ed il caldo. In questa stagione, in genere riprende a piovere e nevicare.
In Autunno torna il caos, è incerta la ripresa delle precipitazioni, le quali, per altro si presentano spesso di breve durata e molto intense. È dell’autunno 2021 il record di piogge estreme italiano.
L’Estate è divenuta una stagione terribilmente calda da quando è sparito l’effetto benefico dell’Alta Pressione delle Azzorre a cui si è sostituito quello dell’Anticiclone Nord Africano, che ripetutamente invia verso di noi bolle d’aria rovente dal Sahara. E in tale contesto ci sono anche i temporali, divenuti meno frequenti rispetto alla media dove dovrebbero avvenire (Nord Italia), ma più volenti. Più frequenti rispetto alla media dove non ci dovrebbero essere, nei Paesi mediterranei. Temporali che hanno la peculiarità di essere particolarmente intensi, con grandinate che possono divenire devastanti.
Siamo in quel che si dice epoca del meteo estremo, ed il futuro sarà ancor peggiore.