La NASA (National Aeronautics and Space Administration), ovvero l’ente responsabile delle attività aeronautiche e aerospaziali negli U.S.A., ha manifestato la propria preoccupazione per il fatto che si sta verificando un notevole aumento di eventi di congiunzione con satelliti artificiali che stanno interferendo con le missioni scientifiche realizzate con volo in orbita effettuate con presenza di operatori umani ovvero astronauti in carne e ossa, non robot.
La NASA ha accesso i riflettori sul fatto che attualmente risultano presenti in orbita oltre 25 mila oggetti che distano solo 600 chilometri dalla Terra e ha stimato che se Starlink continuerà a espandersi, gli oggetti presenti nell’orbita terrestre a meno di 600 chilometri di altitudine quintuplicheranno a breve.
Cos’è Starlink?
Visto che l’abbiamo citato, giusto per capire qualcosa in più sull’argomento, vediamo in cosa consiste Starlink.
Ebbene, si tratta di un gruppo di satelliti artificiali, attualmente in costruzione da parte del produttore privato aerospaziale americano SpaceX, aventi lo scopo di consentire l’accesso a internet satellitare in banda larga a bassa latenza.
Cosa significa questa definizione?
In parole povere, in presenza di banda larga abbiamo una trasmissione e ricezione di dati inviati e ricevuti simultaneamente in maggiore quantità.
Invece la bassa latenza è il minore ritardo nell’ambito di una rete di comunicazione per quanto riguarda il tempo impiegato per fare effettuare il viaggio di andata e ritorno nell’invio di dati. Per intenderci, è il minor tempo necessario a un computer per trasmettere a un altro computer files, e-mail, etc. tramite una connessione di rete. Ad esempio, se vogliamo attribuire dei numeri a questo concetto, possiamo dire che se abbiamo un valore di latenza compreso tra 0 e 30 ms, abbiamo una connessione internet ottima.
SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation) è la società aerospaziale fondata nel 2002 dal noto imprenditore miliardario Elon Musk. L’azienda, che attualmente è in grado di portare in orbita 60 satelliti per ogni lancio, ha dichiarato di avere come obiettivo di integrare la sua flotta con ulteriori 1500 satelliti entro quest’anno.
L’aumento dei detriti spaziali
Come accade in ogni settore produttivo, anche l’aumento dell’immissione di satelliti nell’orbita terrestre a lungo andare ci porrà dinanzi anche a un altro problema, ovvero il conseguente aumento della quantità di detriti spaziali che fluttueranno intorno alla Terra.
La NASA ha già dichiarato la propria preoccupazione a questo proposito.
Infatti, un’eccesiva presenza di detriti può anche causare incidenti come, ad esempio, in caso di alta velocità del detrito, quest’ultimo può danneggiare, o anche distruggere, intere strutture presenti nello spazio (incidenti).
Questo genere di impatto inoltre causa la nascita di ulteriori detriti spaziali.