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Catalogo dei terremoti italiani (D. Postpischl. 1985) descrive di una scossa di terremoto nella città di Viterbo avvenuta il 28 maggio 1320.

 

Viene citata come fonte il libro del M. Baratta (1901), il quale riprende Pinformazione da F. Bussi (1742). Quest’ultimo che l’aveva, a sua volta presumibilmente rilevata dalla cronaca del Buccella (1726), accenna con parole enfatiche ad un parossismo accaduto in tale data al Bullicame di Viterbo (sorgenti termali) e aggiunge che la terra scosse fortemente.

 

terremoto storico a viterbo
Terremoto storico a Viterbo

 

Altre cronache locali del XV e XVI secolo riferiscono invece di una forte tempesta in occasione della quale furono visti molti demoni volteggiare sopra la città senza fare però riferimento ad alcun terremoto. I demoni sarebbero stati cacciati da un’apparizione della Madonna ancora oggi ricordata e festeggiata nel mese di maggio a Maria, la Madonna madre di Gesù Cristo.

 

Una raffigurazione di questi avvenimenti era riportata in due affreschi della chiesa della S.S. Trinità di Viterbo, presumibilmente contemporanei ai fatti. Il retro di uno di questi dipinti era corredato, fino al XVII secolo, di una piccola pala con la descrizione degli eventi occorsi nel 1320. Tale pala e la relativa descrizione sembrerebbe fare riferimento ad una cronaca dell’epoca.

 

Nel XVII secolo gli affreschi raffiguranti il miracolo andarono distrutti e, per conservare la memoria del miracolo dell’apparizione e della cacciata dei demoni, un canonico della chiesa della S.S. Trinità trascrisse in un cabreo, oggi depositato presso l’Archivio di Stato di Viterbo, la descrizione inserita dietro agli affreschi e, presumibilmente per enfatizzare il miracolo dell’apparizione della Vergine, inserì tra gli eventi meteorici anche “orribili scosse di terremoto”.

 

Altri cronachisti viterbesi del XVI e XVII secolo, che sono riusciti a consultare il manoscritto scomparso, non hanno mai accennato ad alcun terremoto, avallando l’ipotesi di un evento mai realmente accaduto.

 

Insomma, un terremoto forse mai avvenuto, quindi in quel di Viterbo. Ma la zona rientra però in un’area a rischio sismico importante.

 

L’11 giugno 1695 si ebbe una forte scossa, forse sino ad una magnitudo di 6, nell’alta Tuscia che venne avvertito a Viterbo. L’evento sismico causò una frana nel fondale del Lago di Bolsena dove si ebbe uno tsunami lacustre, con onde alte sino a 4 metri.

 

Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, un esperto di fama mondiale autore di numerose pubblicazioni scientifiche, in occasione di un convegno sul progetto geotermico nella Tuscia, aree tra l’Amiata e il Vulsino, un’area tettonica denominata Graben di Radicofani, sostenne che i terremoti nell’Alta Tuscia potrebbero arrivare anche al nono grado della Scala Mercalli.

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