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3 gennaio 1985: sfonda il freddo

Il gelo è ormai arrivato anche sull’Italia, ma non è ancora quello più crudo che giungerà solo qualche giorno più tardi. Un nuovo fronte freddo passa sul Nord Italia generando solo un aumento della nuvolosità. La nottata è gelida, mentre di giorno le temperature risalgono un po’. Campobasso registra una giornata di ghiaccio (minima e massima negative). Ecco alcune temperature minime e massime: Torino: -10,5/5,4°C, Milano: -7/+1,4°C, Venezia -6/4,2°C, Bologna -7/0,6°C, Firenze -6/+8,4°C, Perugia -3,3/+5,4°C, Roma -2/5°C, Campobasso -3/-0,8°C.

 

In Europa il freddo comincia a fare sul serio: Helsinki scende a -21°C, Oslo a -16°C; ma è solo un assaggio del grande gelo dei giorni successivi. La depressione artica presente sul Baltico traghetta aria gelida e nevicate fin nel cuore del continente europeo.

La mappa a 500 hPa (più pressione al suolo) delle ore 12 UTC del 3 gennaio evidenzia il nocciolo freddo in quota in area baltica, alimentato da aria gelida di provenienza artica

In Italia il freddo è intensissimo nell’area alpina e durante la notte il termometro scende in Trentino a -26°C; a Fusine, nel tarvisiano, la temperatura scende fino a 21°C sotto zero. Nevica su tutta l’Isola d’Elba, compreso Portoferraio, mentre a Campitello Matese si misurano 2 metri di neve. Bufere di neve si abbattono su tutti i rilievi siciliani, e la neve, per pochi minuti, cade anche a Palermo città.

 

Il meteorologo televisivo Caroselli, in un’altra trasmissione divenuta famosa di “Che tempo fa”, parla di “un blocco di aria fredda sulle Alpi, che entrerà da NE, ma che, stranamente, i calcolatori danno più attiva sul Tirreno”.

Immagine satellitare di rara bellezza del pomeriggio del 3 gennaio 1985

4 gennaio 1985: gelo e bufere di neve in Italia e su mezza Europa

La depressione artica è scesa verso Sud e l’aria gelida è addossata all’arco alpino. L’Italia è ormai in balia di quella che diventerà la più grande ondata di gelo e neve dal 1956 e che rimarrà tale fino ad almeno i giorni nostri!

Il 4 gennaio dalla mappa a 500 hPa si evince lo spostamento verso sud del fronte artico, con l’aria fredda ormai addossata al crinale alpino settentrionale

La prima nevicata dal 1960 cade ad Alghero. I collegamenti marittimi tra la Sicilia e le isole Egadi, Pelagie e Pantelleria vengono interrotti per le proibitive condizioni del mare.

 

In Calabria, sulla Sila si abbatte una nevicata di ben 70 cm isolando numerosi comuni nel catanzarese; in Campania nevica sul Monte Epomeo, sull’Isola d’Ischia.

 

Santa Caterina Valfurva, in alta Valtellina, scende a -21°C, Trepalle (Livigno) addirittura a -24°C; -20C° si registrano al Pordoi e ad Aprica/Palabione, -16C° a Tarvisio, -15C° a Cortina.

Nel pomeriggio, le avanguardie di un fronte da ovest determinano annuvolamenti sulle pianure toscane, ove scaricano brevi ma intense nevicate sparse. La neve cade a Carrara, ma non a Pisa. In serata si hanno notevoli difficoltà nella circolazione sulla Firenze-Mare nei pressi della galleria di Serravalle.

 

Ecco alcune temperature minime e massime registrate in Italia, con giornate di ghiaccio a Bolzano e Venezia: Bolzano -11,5/-3°C, Torino -8,5/3,3°C, Milano -7,2/3,4°C, Venezia -6/-1°C, Bologna -7/+5,2°C, Firenze -7/+7,2°C, Pisa -6/6°C, L’Aquila -8°/+1°, Roma -5°/+5°, Potenza -5°/0°.

Immagine satellitare del 4 gennaio 1985 col fronte freddo adagiato sulle Alpi

Si fanno interessanti anche le temperature europee, valori rigidissimi accompagnati quasi ovunque da nevicate: Helsinki -24/-20°C, Riga -20,5/-9,8°C, Zurigo, -17/-4°C, Praga -15,7/-0,9°C, Francoforte -13,1/-4,5°C, Vienna -10,4/-4,8°C, Bucarest -14,4/-5,8°C, Amsterdam -12/-2,3°C, Bruxelles -10/0,2°C.

 

Eppure, la vera epocale irruzione fredda deve ancora arrivare!

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