Nella quieta oscurità di una serata settembrina, ai margini del Clapham Common londinese, si muove un individuo di nome Will. Con una solida istruzione alle spalle, Will si prepara per il suo consueto giro notturno tra i quartieri dell’alta borghesia. I suoi bersagli sono i SUV, mastodontici veicoli di lusso che lui non desidera né trafugare né vandalizzare in modo grave, ma semplicemente declassare.
Identificabili per le loro dimensioni maggiorate e l’aspetto imponente, quasi caricaturalmente amplificato in robustezza, i SUV sembrano quasi piccoli blindati, progettati per le avventure fuoristrada che la maggior parte di essi non affronta mai, rimanendo confinati in ambito urbano. Malgrado ciò, con i loro sedili sopraelevati e le ruote di grandi dimensioni, questi veicoli proiettano un’aura di avventura e esplorazione che raramente si concretizza.
In quella notte, però, è Will a dare la caccia ai SUV. Si avvicina furtivo a un robusto Land Rover Defender e, con l’astuzia di inserire una lenticchia nella valvola del pneumatico, innesca una lenta perdita d’aria. Un manifesto lasciato sul parabrezza, portavoce della critica degli “Tyre Extinguishers”, incrimina questi veicoli per il loro contributo all’incremento delle emissioni di CO2 – superiore persino a quello dell’intero settore aeronautico – e per l’incoraggiamento di una guida pericolosa.
Il collettivo di cui Will è parte, nato nel marzo 2022 e divenuto celebre soprattutto nel Regno Unito, si è distinto per le sue rapide azioni di sabotaggio che imprimono un simbolo tangibile del loro dissenso verso l’impatto ecologico e di sicurezza pubblica legato ai SUV.
Questi attacchi prendono spunto da un evento luttuoso: un tragico incidente in cui un Land Rover ha causato la morte di due bambine nel sud-ovest di Londra. Will, entrato a far parte del gruppo a seguito di un incidente che ha gravemente ferito un suo caro amico coinvolgendo un veicolo di grosse dimensioni, seleziona scrupolosamente i suoi obiettivi: solo i più inquinanti e pericolosi, quelli che dominano le strade non solo inquinando, ma anche sottraendo spazio vitale.
Nel corso della sua missione notturna, Will neutralizza circa 60 auto, tra cui Land Rover e BMW X5, generalmente custodite in vialetti di abitazioni signorili, protette da sistemi di sicurezza avanzati. Nonostante l’illuminazione notturna, rimane imperturbato, sicuro che i proprietari stiano dormendo, e la sua attività subdola non ha mai incontrato occhi indiscreti.
Le azioni di Will, sebbene possano tecnicamente cadere sotto la categoria di reato, seguono una motivazione profonda: il suo disappunto per la lentezza del processo di decarbonizzazione. L’incremento delle vendite di SUV, responsabili di un notevole aumento del peso medio delle auto e conseguenti emissioni di CO2, ha spinto Will verso queste misure drastiche.
Influenzato dall’opera “How to Blow Up a Pipeline” di Andreas Malm, Will si impegna a combattere quella che ritiene una pandemia socio-culturale, ossia la normalizzazione dei SUV, nonostante l’insensibilità dei loro proprietari di fronte agli argomenti ambientalisti.
La pubblicità ha giocato un ruolo chiave nell’ascesa dei SUV, alimentando l’immaginario di avventura e selvaggia libertà, particolarmente allettante per un pubblico maschile in cerca di evasione dalla realtà urbana. Dalla loro genesi nei contesti militari del secondo conflitto mondiale alla loro esplosione commerciale nel tardo ventesimo secolo, i SUV rappresentano un caposaldo nella mentalità consumistica odierna, dove le necessità sono create e soddisfatte a dispetto delle evidenti conseguenze ambientali e sociali, incidendo profondamente sulla struttura delle nostre città e comunità.