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Un’era non troppo lontana da questi giorni vedeva la neve cadere copiosa sulla pianura Padana attorno alla festività dell’Immacolata, talvolta persino prima. Non si trattava di sporadici fiocchi che si dissolvono sull’asfalto come è ormai consuetudine ogni anno, ma di nevicate sostanziose, capaci di trasformare il paesaggio in un candido manto. Tale fenomeno si verificava al seguito di un autunno che lasciava gli alberi spogli, una condizione assai differente dallo sfarzoso foliage di questo anno, che nelle città ha appena iniziato a causa di un freddo che ancora non si fa sentire. Invece, il foliage urbano di quest’anno è stato innescato dall’arsura estiva che ha devastato la vegetazione, quel calore insopportabile e opprimente che potrebbe riaffacciarsi nella prossima stagione estiva. Ma al momento, ci è dato di godere delle fredde atmosfere invernali.

 

Nel capoluogo svedese, Stoccolma, la neve che annuncia l’arrivo dell’inverno si è fatta vedere già agli inizi di novembre del 2023, e tale evento, per quanto possa sembrare ordinario nel contesto scandinavo, non cessa di stupire. Abbiamo selezionato un video che illustra la capitale svedese ammantata di neve in una recente precipitazione.

 

Quest’anno ci troviamo di fronte a un mare insolitamente caldo, seguendo un’estate caratterizzata da persistenti alte pressioni; ora ci confrontiamo con tempeste di tale intensità da essere paragonabili, nella loro forza distruttiva, a uragani, anche se nessuno osa ancora etichettarle come tali.

Sembra che si sia verificato un guasto nell’armonia climatica globale. In Italia, per esempio, nel Nord, vedere il termometro scendere a zero gradi in pianura sembra essere diventato un evento eccezionale. Il gelo serio solitamente si presentava dopo la metà del mese, e attualmente non vi è alcun segno che preannunci il suo arrivo. Una notizia rassicurante è che le Alpi quest’anno sono già testimoni di abbondanti nevicate, e c’è persino il rischio di assistere a episodi nevosi in pianura. Ma le attuali previsioni climatiche che alludono a una normalità sembrano sempre più fuorvianti di fronte a un clima che è palesemente mutato.

 

Ottobre si è rivelato un mese dall’inusuale calura, e stiamo attendendo i dati nazionali definitivi, ma già le rilevazioni locali in varie città e regioni denotano temperature record, mai registrate in precedenza. Questo è motivo di sgomento, soprattutto dopo che anche settembre si era distinto per condizioni simili.

Ci interroghiamo, allora: saranno in grado gli eventi straordinari, che stanno delineandosi in molte aree del nostro emisfero, di rimettere in moto la circolazione atmosferica e di portarci un periodo di condizioni meteo temperate? È una domanda ingente e al momento senza risposta, perché le proiezioni meteo e climatiche non rappresentano certezze, ma sono sempre stime soggette a variabilità.

 

Con novembre che volge al termine e dicembre alle porte, è lecito discutere di neve: è naturale aspettarsi che questi cristalli bianchi inizino a cadere dal cielo, e secondo la media storica, dovremmo aspettarci che a dicembre la neve imbianchi le pianure del Nord Italia.

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