Il dibattito, a dir il vero, iniziò con con la gravissima ondata di gelo del 2019. Questa fu terribile, ed anche comunità degli Stati Uniti abituate al gelo estremo ebbero conseguenze indicibili.
Il seguente video mostra il gelo del 2019 negli USA
Effetti del Cambiamento Climatico sul Vortice Polare
Il vortice polare stratosferico, una massa d’aria fredda semi-permanente che si trova tra i 16 e i 48 chilometri di altezza sopra i poli, è circondato da forti venti. Quando questo vortice si allunga o si divide, influisce sulla corrente a getto a quote inferiori, spingendo l’aria fredda verso le medie latitudini, inclusi gli Stati Uniti. La recente ricerca indica che dal 1980 si è verificato un aumento della frequenza di questi eventi di stretching del vortice, potenzialmente collegato ai cambiamenti climatici causati dall’uomo.
Il seguente video mostra il gelo del 2021 negli USA, soprattutto nel Texas
Il Legame tra Copertura Neve e Ghiaccio e il Vortice Polare
Gli autori dello studio hanno utilizzato osservazioni e modelli climatici per dimostrare che i cambiamenti nella copertura di ghiaccio marino artico e nella copertura nevosa in Eurasia possono favorire lo stretching del Vortice Polare. Un’elevata copertura nevosa in Eurasia in ottobre e una riduzione del ghiaccio nei mari di Barents e Kara a nord dell’Eurasia possono contribuire all’aumento degli eventi di stretching del vortice. Questo processo è facilitato da prolungati periodi di acqua aperta nei mari di Barents e Kara, creando una zona di alta pressione fredda sulla copertura nevosa in Siberia.
Impatti delle Ondate di Freddo e il Ruolo del Cambiamento Climatico
L’ondata di freddo in Texas del 2021, collegata allo stretching del vortice polare nello studio, ha causato circa 150 morti e danni per almeno 20 miliardi di dollari. La città di Houston è rimasta al di sotto del punto di congelamento per quasi 48 ore (evento record), e milioni di persone in tutto lo stato hanno subito interruzioni dell’energia elettrica. Nonostante il calo generale di frequenza delle temperature invernali estreme a livello globale, alcuni eventi estremi come l’ondata di freddo in Texas hanno avuto impatti significativi.
Il Dibattito Scientifico e le Prospettive Future Nonostante le scoperte dello studio di Cohen, il collegamento tra il riscaldamento artico e le variazioni nella circolazione atmosferica invernale a medie latitudini rimane un argomento di dibattito. Alcuni scienziati, come Lantao Sun dell’Università del Colorado, rimangono scettici riguardo al legame tra il cambiamento climatico e l’aumento degli eventi di stretching del vortice polare. Altri, come Jennifer Francis del Woodwell Climate Research Center, vedono nello studio di Cohen un contributo significativo alla comprensione di questi fenomeni. La ricerca continua, con lo scopo di isolare ulteriormente gli effetti del cambiamento climatico dagli eventi di variabilità naturale.
Europa, Italia e Buran
L’avvento del gelido Buran in Europa è un fenomeno meteorologico notevole. Il Buran è un vento freddo e secco che proviene dalla Siberia, e quando raggiunge l’Europa, porta con sé temperature estremamente basse e spesso nevicate intense perché va a contrastare con l’umidità dell’Oceano Atlantico, e nel Mediterraneo con le sue ben più calde acque. Questo fenomeno è noto per il suo impatto significativo sul clima e sulle condizioni di vita delle persone nelle regioni colpite.
Quando il Buran soffia in Europa ed in Italia, le temperature possono scendere rapidamente, a volte raggiungendo valori ben al di sotto dello zero. Questo può causare gelate e nevicate copiose, che a loro volta possono portare a interruzioni nei trasporti, problemi di approvvigionamento energetico e difficoltà generali nella vita quotidiana. Le persone sono costrette a vestirsi con abbigliamento molto pesante e a proteggersi dal freddo pungente.
In conclusione, mentre il riscaldamento globale tende a portare a inverni più miti, le dinamiche atmosferiche influenzate dal cambiamento climatico possono ancora presentare rischi significativi per la società, come dimostrato dagli eventi straordinari in Texas oggetto di studio. In Europa gli studi pubblicati, a fronte della gran mole statunitense, sono irrisori, e spesso concentrati sulle ondate di calore, i fenomeni estremi come le alluvioni. Solo nel 2018 ci fu un dibattito acceso sul gelo siberiano, in quando giunse a fine febbraio e fu molto intenso.
Nel 2012 il gelo fece parlare molto di sè, ma eravamo in un’epoca dove poco si discuteva, ancora, di cambiamenti climatici, di meteo estremo.