Eppure tutto questo non ha il potere di distruggere la stagione invernale. Di certo l’impatto che un evento simile procura è assolutamente negativo dal punto di vista termico, alterando ancor più le anomalie della temperatura, che mostrano un continuo riscaldamento. Eppure, il freddo è sempre dietro l’angolo, anche se in questa fase, perlomeno per una decina di giorni, il freddo non ci sarà, o perlomeno non avremo ondate di gelo. Ci sarà una struttura di alta pressione che a differenza di altri anni, però, dopo un’esplosione eccezionale, tenderà a smorzarsi a perdere forza, quest’anno abbiamo la corrente oceanica molto forte. Oltretutto ben presto avremo a che fare di nuovo con il vortice polare, che alimenterà le tempeste del Nord atlantico che si trascineranno man mano verso la Russia e l’est europeo, dove ci saranno delle tempeste di neve. Neve che potrebbe di nuovo cadere entro fine anno abbondante in Germania e nei paesi a nord delle Alpi.
Un’altra cartina ci mostra la temperatura dei mari, che generalmente sono più caldi rispetto alla media. Misura temperature sopra la norma tutto il Mediterraneo, così anche il vicino Oceano Atlantico dove la stagione estiva non vuole finire parliamo delle regioni a sud del Portogallo e verso il Marocco.
Anomalie della temperatura superficiale del mare stimata di oggi, domenica 17 dicembre 2023
Possiamo fare paragoni col passato, e rifaremo qui nel seguito. Questi sono necessari per capire quanto possono essere estremi gli eventi meteo quando forti contrasti termici si verificano. L’inverno non si consumerà questi giorni, lo vedremo più avanti. Il verdetto però di come sarà la stagione invernale 2023-24 nessuno lo conosce.
I contrasti termici sono fenomeni atmosferici caratterizzati da significative differenze di temperatura tra due aree geografiche vicine o all’interno di una stessa regione in tempi brevi. Questi contrasti possono verificarsi tra diverse zone del globo, come tra regioni polari e tropicali, o localmente, come tra aree montane e pianeggianti. Sono spesso causa di eventi meteorologici estremi e hanno un ruolo chiave nella determinazione dei pattern del tempo atmosferico.
In ambito globale, i contrasti termici sono determinanti per la circolazione atmosferica. Ad esempio, il calore accumulato nelle regioni equatoriali genera masse d’aria calda che si innalzano, mentre l’aria più fredda delle regioni polari tende a scendere, creando correnti che influenzano il clima mondiale. Queste differenze di temperatura contribuiscono alla formazione di fenomeni come i monsoni e le correnti oceaniche, che a loro volta influenzano i modelli climatici regionali.
A livello locale, i contrasti termici possono essere osservati quando, per esempio, il riscaldamento diurno porta all’accumulo di calore in una zona, mentre aree vicine rimangono più fresche. Questo può accadere in aree urbane, dove il cemento e l’asfalto assorbono il calore più di quanto facciano le zone rurali circostanti, creando “isole di calore”. Allo stesso modo, le differenze di altitudine possono portare a forti contrasti termici: le vette delle montagne possono essere coperte di neve, mentre le valli sottostanti sono significativamente più calde.
Questi contrasti possono portare a fenomeni atmosferici come temporali violenti, venti forti e cambiamenti improvvisi del tempo. In particolare, quando l’aria calda e umida incontra l’aria fredda, può formarsi un fronte meteorologico, dando luogo a pioggia intensa, temporali, o, in inverno, a nevicate abbondanti. Questi eventi possono avere impatti significativi. Ed è quanto continuamo a sostenere, e che è anche causa di fenomeni meteo estremi in Italia, in Europa. Questi avvengono con causalità, quelli invernali sembrano essere maggiormente prevedibili, per altro possono essere estremi in Europa, con vigorose ondate di gelo e neve.