La nevicata del 6 gennaio, giorno dell’Epifania, fu particolarmente significativa. A Roma, la neve iniziò a cadere sin dal mattino, raggiungendo i 15 cm di accumulo entro la sera. Questo fenomeno non fu isolato alla sola capitale, ma coinvolse ampie zone del Centro e del Sud Italia, con nevicate anche sulle coste e nelle isole (soprattutto Sardegna), come anche Ischia. Il freddo intenso colpì anche il nord Italia, con temperature che raggiunsero i -11°C a Bologna e i -12°C a Milano.
Nei giorni successiv, la situazione meteo estrema si intensificò ulteriormente. La collisione tra masse d’aria fredda di origine artica e correnti più miti e umide del Mediterraneo provocò nuove e abbondanti nevicate, che interessarono diverse regioni italiane, da nord a sud. Anche le temperature continuarono a scendere, raggiungendo valori estremamente bassi, come i -30,5°C registrati a Tarvisio.
Il fenomeno non si limitò all’Italia, ma coinvolse anche altre parti d’Europa, con nevicate a Londra e temperature gelide nei Paesi Bassi.
La serie di nevicate e il freddo intenso continuarono per diversi giorni, causando notevoli disagi in termini di trasporti e infrastrutture. I danni furono ingenti, sia per le città che per l’agricoltura, con molti alberi da frutto e viti che subirono danni irreparabili.
Questo evento meteorologico rimane impresso nella memoria storica, sia per la sua intensità che per la sua rarità. La domanda che sorge spontanea è se un fenomeno simile possa ripetersi in futuro. Sebbene il riscaldamento globale abbia reso gli inverni più miti, episodi di freddo intenso e nevicate non sono scomparsi del tutto. Gli esperti sostengono che, nonostante un generale riscaldamento del clima, gli eventi estremi come quello del gennaio 1985 potrebbero ancora verificarsi, anche se con una frequenza e un’intensità forse diverse. Ma su questo vi sono studi che sostengono la possibilità di gelo estremo in eventi sporadici.
La storica nevicata del gennaio 1985 rimane un esempio emblematico di come fenomeni meteorologici estremi possano avere un impatto profondo e duraturo sulle comunità e sull’ambiente, ricordandoci la potenza e l’imprevedibilità della natura.