Durante questo periodo dell’anno e fino a marzo, l’intenso freddo che si origina nelle vaste pianure della Siberia può, per diverse ragioni, spostarsi verso l’Europa e l’Italia, portando le condizioni meteorologiche a livelli di rigidità estremi. Le temperature possono scendere a livelli sorprendentemente bassi, causando gelo estremo e nevicate. Anche in un’era di cambiamenti climatici, fenomeni di questo tipo possono ancora verificarsi, forse meno frequentemente rispetto al passato per quanto riguarda le ondate di freddo di lieve e media intensità, che contribuivano alla caratteristica rigidità dell’inverno. Tuttavia, le forti ondate di gelo possono ripetersi con un’intensità quasi identica a quella passata, il che potrebbe sembrare paradossale. Attualmente, fortunatamente, non ci sono previsioni di questo tipo e, comunque, eventuali ondate di gelo a marzo avrebbero effetti meno severi, benché questo mese possa rivelarsi estremamente imprevedibile.
In merito a ciò, ci sono diverse condizioni atmosferiche che negli ultimi anni hanno ostacolato le ondate di freddo provenienti dalla Siberia, o almeno quelle artiche con masse d’aria polari. Attualmente, ci troviamo con la Penisola Scandinava più fredda della media, eppure in Italia non c’è traccia di un inverno normale. Riguardo alle anomalie positive che si registrano nel Polo Nord, in particolare quelle della Siberia, è soprattutto importante considerare che in quelle regioni il freddo è estremo, e che si raggiungono valori al di sotto dei -40°C anche durante il giorno. L’area di Mosca è stata interessata da masse d’aria fredda come non succedeva da oltre un decennio, anche se spesso a queste seguono masse d’aria mite che provocano nevicate di insolita intensità.
Da un punto di vista del cambiamento climatico, comunque, sarebbe superficiale sostenere che non avremo più ondate di gelo, ma questa è un’affermazione assurda, priva di qualsiasi fondamento. Tutto ciò senza negare che il clima sia cambiato e che stia cambiando ancora.
Vi lasciamo con una cronaca meteorologica di quasi 70 anni fa.
Febbraio 1956 a Firenze: Una Rassegna del Freddo Estremo
Il febbraio del 1956 segnò un record storico per Firenze, diventando il mese più freddo mai registrato. La temperatura media si attestò a soli 0,5°C, con uno scarto termico rispetto alle medie dell’epoca di -6°C.
A confronto, il noto febbraio del 1929 registrò una temperatura media di 2,5°C, significativamente più alta di quella del 1956, nonostante avesse visto cadere una quantità maggiore di neve. Nel 1929, infatti, si registrarono 26,9 mm di neve fusa, e le cronache dell’epoca riportano che a Firenze l’altezza della neve raggiunse quasi i 50 cm. Il freddo del febbraio 1956 fu invece caratterizzato da venti secchi e gelidi di tramontana, con uno spessore massimo del manto nevoso che non superò i 3 cm, evidenziando l’evento nevoso più significativo all’inizio dell’ondata di freddo, il 31 gennaio. Contrastando ulteriormente, il gennaio del 1985 risultò meno freddo del febbraio 1956, con una temperatura media di 3,1°C.
Dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche presso l’osservatorio Ximeniano nel 1813, non si è mai registrato un mese di febbraio così freddo. Febbrai particolarmente freddi si verificarono negli anni 1858, 1875, 1895, 1901 e 1932, ma tutti presentarono temperature da 2°C a 3°C più elevate rispetto a quelle del febbraio 1956. I mesi più freddi, successivi al febbraio del ’56, furono i gennai del 1864 e del 1942, con una temperatura media di 1,8°C, ovvero 1,3°C più alta.
Per quanto riguarda le temperature minime assolute, i -10,6°C registrati il 16 febbraio rappresentano il record di temperatura più bassa mai raggiunta in febbraio all’osservatorio Ximeniano, ma non il record assoluto, che è di -12,9°C il 30 dicembre 1849. Inoltre, l’11 gennaio 1985 si toccarono i -11°C. Il gennaio 1985 è anche noto per i -23°C registrati alla stazione dell’aeroporto di Firenze Peretola.
Continueremo con la rassegna delle precipitazioni nevose e l’analisi delle potenziali ripetizioni di eventi simili, insieme ai dati specifici delle temperature registrate nel febbraio 1956 all’Osservatorio Ximeniano di Firenze.