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Ursidi (orsi) bianchi o esseri umani? La rivelazione più affascinante, avvincente e potenzialmente pericolosa, a seconda della propria predisposizione emotiva verso gli ursidi e i predatori in genere, risiede nel dato che nelle Svalbard, l’arcipelago a nord della Norvegia, gli ursidi bianchi superano in numero gli umani.

Circa 3.000 esemplari di ursidi polari dimorano nell’arcipelago, mentre gli abitanti umani si attestano intorno ai 2.300. L’incontro con un urside bianco è un evento tutt’altro che raro, per questa ragione:

E sebbene le Svalbard siano avvolte da un freddo glaciale, richiedendo indumenti pesanti, è altresì obbligatorio portarsi dietro un’arma da fuoco. Longyearbyen rappresenta l’unica comunità dell’arcipelago e, una volta lasciata tale località, la legge impone di essere armati o accompagnati da un individuo armato.

Infatti, l’ultimo desiderio sarebbe quello di incrociare la strada di un urside polare famelico con i suoi piccoli. All’interno del centro abitato, le armi da fuoco devono rimanere scariche e l’introduzione di armamenti in esercizi commerciali è rigorosamente vietata. Il nucleo abitativo principale delle Svalbard è Longyearbyen, un luogo d’isolamento quasi totale, rappresentando l’insediamento permanente più a nord del globo, situato a 78 gradi di latitudine nord.

 

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Longyearbyen è un crogiolo di oltre 40 nazionalità, posizionato a metà via tra la Norvegia continentale e il Polo Nord. La comunità non norvegese proviene principalmente da Russia, Ucraina, Polonia, Germania, Svezia, Danimarca e Tailandia. Fino agli anni ’90, Longyearbyen veniva considerata un centro estrattivo, ma nelle ultime decadi, la ricerca scientifica, il turismo e programmi educativi hanno suscitato un notevole interesse verso l’arcipelago.

L’industria mineraria tende a seguire un canone ricorrente, indipendentemente dalla sua ubicazione. La scoperta di una risorsa genera un’esplosione demografica, attirando lavoratori fino all’esaurimento delle scorte, dopodiché la popolazione abbandona l’area.

Ciò che rimane è l’eco di una cittadina un tempo vivace che ora figura tra le prime dieci città fantasma al mondo. Pyramiden, una città mineraria di carbone acquisita dall’Unione Sovietica, ha vissuto il suo apogeo nel dopoguerra, per poi essere abbandonata circa due decenni or sono. Attualmente, si è trasformata in una meta per viaggiatori intrepidi in cerca di avventure lontano dai percorsi consueti.

All’interno del suo auditorium si possono ammirare quello che si ritiene essere “il monumento a Lenin più settentrionale del mondo, la piscina più a nord e il pianoforte a coda situato più a nord di ogni altro”.

 

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Con il declino dell’estrazione del carbone, le Svalbard diventano un fulcro per la comunità scientifica internazionale. L’arcipelago ospita anche il Global Seed Vault, un caveau concepito per “fornire un nuovo inizio all’umanità in caso di catastrofi globali severe”.

Questo deposito ha già dimostrato il suo valore, assistendo gli scienziati siriani nella replicazione di varietà di semi. Situato nelle profondità di una montagna, il permafrost e la roccia garantiscono la conservazione dei semi anche in assenza di elettricità. Il Vault rappresenta una salvaguardia per il futuro dell’approvvigionamento alimentare globale, conservando milioni di semi di fondamentale importanza per le colture mondiali. È la riserva definitiva.

Data la latitudine estrema dell’isola, non sorprende l’assenza di un ciclo normale di giorno e notte. Dal 5 ottobre, quando il sole tramonta, Longyearbyen rimane avvolta nell’oscurità per 155 giorni fino all’8 marzo, rendendola uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile osservare l’aurora boreale di giorno.

 

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Il permafrost impedisce la decomposizione dei corpi, rendendo impossibile la sepoltura. Esiste un piccolo cimitero, ma dagli anni ’50 non accoglie nuovi defunti. Una delle preoccupazioni era che i corpi potessero conservare il virus influenzale che decenni addietro aveva causato la morte di sette minatori. Conosciuta come la Legge sulla Morte delle Svalbard, questa normativa proibisce legalmente alle persone di morire o essere sepolte nell’insediamento. In prossimità della morte, gli individui sono costretti a lasciare l’arcipelago.

Così come è vietato morire, non è permesso nemmeno nascere alle Svalbard. L’isola non dispone di un ospedale con reparto maternità. Le donne incinte devono pertanto recarsi a Tromsø due settimane prima della data prevista per il parto.

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