Anche se sgradevoli per la mente, potrebbe trattarsi di un’adattamento che ci aiuta a sopravvivere.
Perché troviamo alcune cose disgustose?
Gli esseri umani cercano di evitare situazioni disgustose, e per buoni motivi. Se fossimo totalmente indifferenti a sederci in cumuli di sporcizia altrui, ci sarebbe una buona possibilità che alla fine ci ammalassimo a causa delle conseguenze delle nostre azioni.
Il disgusto potrebbe essere un vantaggio nell’aiutarci ad evitare minacce che rileviamo con i nostri sensi “da vicino” (noti come prossimali), come il tatto, il gusto e l’olfatto, mentre le cose che rileviamo con i nostri sensi “da lontano” (noti come distali) potrebbero essere meglio ricordate attraverso la vista e l’udito.
Cosa hanno fatto
Per testare la teoria, gli scienziati hanno chiesto ai partecipanti di uno studio di raccontare storie disgustose, dalla più disgustosa di sempre alla più recente. Hanno anche chiesto loro di parlare di esperienze moralmente ripugnanti e di quelle che erano spaventose. Hanno poi chiesto ai partecipanti di valutare quanto i sensi contribuissero al loro ricordo dell’evento.
Cosa hanno scoperto
I risultati hanno mostrato che le esperienze disgustose sono più strettamente legate ai sensi prossimali: olfatto, gusto e tatto. Al contrario, le esperienze moralmente ripugnanti e spaventose sono più spesso ricordate dai sensi distali, che sono la vista e l’udito.
Ciò supporta l’ipotesi della malattia, poiché quei sensi prossimali sono cruciali per evitare cose che potrebbero farci ammalare. Ad esempio, ci affidiamo all’odore, al sapore e alla consistenza del latte come indicatore di freschezza piuttosto che alla sua vista e al suo suono. Tuttavia, se sei stato una volta investito da un’auto, potresti ricordare più vividamente il suono del suo avvicinamento rispetto a qualsiasi cosa potessi annusare in quel momento.
Lo studio è stato pubblicato su Royal Society Open Science.