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Nell’attuale contesto climatico, un fenomeno di notevole rilevanza sta catturando l’attenzione degli esperti e della popolazione in generale: la Calima. Questo particolare evento atmosferico, originario dell’Africa del Nord, sta avanzando verso l’Italia, portando con sé una consistente quantità di polvere sospesa nell’aria e forti raffiche di vento. L’avanzata di questo fenomeno ha suscitato l’allerta della compagnia autostradale del Marocco, che ha invitato gli automobilisti a procedere con cautela a causa delle potenziali difficoltà visive e delle condizioni meteorologiche avverse che possono compromettere la sicurezza stradale.

 

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Calima, polveri in sospensione, foto da Ploaghe (SS). Credit Daniele Mereu

La Calima si è già manifestata con forza nell’entroterra dell’Algeria e ora si appresta a varcare i confini italiani, influenzando principalmente le regioni centro-meridionali, nonché le isole di Sardegna e Sicilia. Questo evento, sebbene sia un’occorrenza più frequente in nazioni come Spagna e Portogallo, comincia a essere riconosciuto anche nel nostro Paese, segno di un cambiamento nella percezione e nella frequenza di tali fenomeni meteorologici.

 

Il cielo sopra la Sardegna è già stato oscurato da questa massa di aria secca e polverosa, e si prevede che il fenomeno si estenderà a breve su gran parte del territorio nazionale. Tuttavia, le regioni settentrionali dell’Italia dovrebbero rimanere escluse da questo scenario a causa delle condizioni meteorologiche locali, caratterizzate da pioggia, cielo coperto e nevicate sui rilievi.

 

Questo spostamento della Calima verso l’Italia solleva questioni importanti sulla qualità dell’aria e sull’impatto che fenomeni simili possono avere sulla vita quotidiana e sulla salute pubblica. L’attenzione è quindi rivolta non solo alle implicazioni immediate sul traffico e sulla visibilità ma anche alle più ampie considerazioni ambientali e sanitarie che accompagnano l’incremento di eventi meteorologici estremi.

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