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stella nana bruna metano Recenti osservazioni effettuate dal Telescopio Spaziale James Webb (JWST)‌ hanno portato ​alla scoperta di⁣ emissioni di metano provenienti da una nana bruna, un risultato inaspettato per‌ un corpo celeste così freddo e isolato. ⁢Pubblicato sulla rivista Nature, il nuovo studio suggerisce ⁣che questa ‌nana bruna potrebbe ⁤generare aurore simili a quelle osservate sul nostro pianeta, nonché ⁣su‌ Giove ⁣e Saturno.

 

Analisi delle nane brune

Le nane brune, corpi celesti più massicci dei pianeti ma⁢ meno luminosi delle stelle, sono diffuse ⁢nel⁣ nostro vicinato⁣ solare, con migliaia di esemplari identificati. L’anno scorso, Jackie Faherty, scienziata senior e responsabile dell’educazione presso l’American Museum of​ Natural History, ha guidato un team di ⁢ricercatori che hanno ottenuto tempo‌ di osservazione sul JWST per studiare 12 nane brune.

Tra queste‍ vi era ⁣CWISEP ‍J193518.59–154620.3 ‍(o‌ W1935 per ​brevità)—una ⁢nana bruna fredda situata​ a 47⁢ anni luce ​di distanza, scoperta congiuntamente‍ dal volontario⁣ del progetto di scienza cittadina Backyard Worlds: Planet⁣ 9, Dan Caselden, ‌e‌ dal ‌team ⁣CatWISE della NASA.

W1935 è una nana bruna​ con una temperatura superficiale di circa 400° ⁤Fahrenheit, ⁤equivalente a⁢ quella utilizzata per cuocere​ i biscotti al cioccolato. ⁤La massa ​di ‍W1935 non è ⁣ben conosciuta,⁣ ma si stima che varii tra 6 e 35 volte la massa di ‌Giove.

 

Emissione unica‌ di metano

Esaminando⁣ numerose nane brune ⁢osservate⁢ con il JWST, ⁢il team ‌di Faherty ha notato che W1935 presentava caratteristiche⁤ simili ad altre, ma con una notevole eccezione: emetteva metano, ‌un fenomeno mai osservato precedentemente su una ⁢nana bruna.

“Il gas metano è atteso nei pianeti giganti e nelle nane brune, ma di solito lo vediamo assorbire luce, non emetterla,” ha affermato Faherty, autore ​principale ⁤dello studio.​ “Inizialmente ⁣eravamo confusi da⁣ ciò⁣ che osservavamo, ⁤ma questa confusione si è ​trasformata in ‍pura eccitazione alla ‍scoperta.”

 

Inversione​ di temperatura su ⁣W1935

La modellazione al computer‌ ha rivelato⁢ un’altra sorpresa:‌ la ⁤nana bruna probabilmente presenta un’inversione di temperatura, un fenomeno in cui‍ l’atmosfera si riscalda con l’aumentare dell’altitudine. Le inversioni di​ temperatura possono verificarsi facilmente⁢ nei ⁣pianeti in orbita attorno a stelle, ma W1935 ‌è isolata, senza una fonte di calore esterna evidente.

“Siamo rimasti piacevolmente sorpresi quando il modello⁢ ha chiaramente predetto un’inversione di ​temperatura,” ha detto‌ il ‍coautore ​Ben Burningham dell’Università di ‌Hertfordshire. “Ma dovevamo anche capire‍ da dove proveniva ⁢quel⁢ calore supplementare nell’atmosfera⁣ superiore.”

 

Potenziali cause dell’inversione di temperatura

Per ‌indagare, i ricercatori si sono rivolti al nostro sistema solare. In particolare, hanno esaminato studi​ su Giove⁤ e Saturno, che mostrano entrambi⁣ emissioni di metano e presentano inversioni‌ di temperatura. La‌ causa probabile di questa ⁢caratteristica sui giganti‍ del sistema solare sono le aurore, pertanto, il team di ricerca ha ipotizzato di aver scoperto lo stesso fenomeno su W1935.

I planetologi sanno che uno dei principali ⁤motori delle aurore​ su ⁣Giove⁢ e Saturno⁢ sono le⁢ particelle ad‍ alta energia provenienti dal Sole che ‌interagiscono con i campi ⁢magnetici e le⁤ atmosfere dei pianeti, riscaldando ‌gli strati ⁢superiori. Questo è anche il motivo delle ​aurore ​che vediamo sulla Terra, ‌comunemente note come Luci del Nord​ o del ⁣Sud, poiché‌ sono più straordinarie ‍vicino ai poli. Ma ⁢senza una stella ospite per W1935, ‍il vento solare non può ‌contribuire ‍alla spiegazione.

 

Ipotesi su ulteriori cause

Esiste un’ulteriore ragione allettante per l’aurora nel nostro sistema solare.⁢ Sia⁣ Giove che Saturno hanno lune attive che occasionalmente⁣ espellono materiale ⁣nello spazio, ​interagiscono con i pianeti e potenziano l’impronta aurorale su questi mondi. La luna di⁢ Giove, Io, è ⁢il mondo più vulcanicamente attivo ‍del sistema solare, con fontane di lava​ alte decine di miglia, e la luna di Saturno, Encelado, espelle vapore ‍acqueo dai suoi geyser che si congela​ e bolle simultaneamente quando‍ colpisce lo ‍spazio. Sono necessarie⁣ ulteriori osservazioni, ma i ricercatori ipotizzano che una spiegazione per l’aurora su W1935⁤ potrebbe essere una luna⁣ attiva, ‌ancora da scoprire.

“Ogni volta che un astronomo punta il JWST su un oggetto, c’è la possibilità di una nuova ⁣scoperta sbalorditiva,” ha detto Faherty. “L’emissione di⁤ metano non era⁤ nei‌ miei ‌radar⁢ quando⁣ abbiamo iniziato⁢ questo progetto, ma ora che sappiamo che può essere presente e ⁣la spiegazione è⁤ così allettante, sono⁤ costantemente ⁤alla ricerca⁢ di⁤ essa. ⁢È così che‍ la scienza progredisce.”

Il lavoro è stato supportato in‍ parte dalla⁣ NASA‍ e dal ⁣Space Telescope Science Institute.

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