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bong fentanyl L’uso del fentanyl come stupefacente è comune negli Stati Uniti, ma si sta diffondendo anche in Europa. Negli ultimi anni, il suo consumo tramite inalazione è diventato più comune rispetto all’iniezione, una tendenza che ha sollevato nuove preoccupazioni per la sicurezza degli utenti. Secondo una recente ricerca condotta dall’Università della California, San Francisco (UCSF), questo metodo di assunzione presenta rischi significativi legati ai residui lasciati negli strumenti utilizzati per fumare la sostanza.

 

L’inalazione di fentanyl, ora prevalente rispetto all’iniezione, è stata identificata come una pratica particolarmente pericolosa a causa del rischio di overdose causato dai residui di resina che si accumulano nei dispositivi di fumo. Questi residui possono essere particolarmente letali per coloro che non hanno sviluppato una tolleranza agli oppioidi, come nel caso di individui che utilizzano gli stessi strumenti per fumare altre sostanze, ad esempio la metanfetamina.

I rischi nell’uso condiviso di dispositivi per il fumo contaminati da resina di fentanyl sono simili a quelli legati alla condivisione di siringhe, noti per la trasmissione dell’HIV.

 

Il team di ricerca ha pubblicato i risultati dello studio sulla rivista scientifica PLOS ONE il 22 maggio 2024, segnando la prima indagine approfondita sul ruolo della resina di fentanyl come fattore chiave nelle overdose. Durante lo studio, i ricercatori hanno osservato e intervistato 34 partecipanti, reclutati tramite programmi di scambio di siringhe, per comprendere meglio le modalità di consumo e le esperienze legate all’overdose.

 

I risultati hanno rivelato che il fentanyl è estremamente economico, con un costo che può arrivare a soli 10 dollari per grammo, e viene comunemente fumato utilizzando fogli di alluminio, anche se bong, bolle di vetro e dispositivi per il dabbing sono altrettanto diffusi. La qualità del fentanyl varia e i consumatori spesso non hanno un metodo affidabile per valutarla, se non attraverso l’effetto immediato dell’inalazione. Questo ha portato allo sviluppo di tecniche per regolare la dose assunta, con alcuni partecipanti che riportano un consumo frequente, fino a un grammo o più al giorno.

 

Il rischio di overdose aumenta notevolmente a causa della condivisione degli strumenti per il fumo. Durante il lavoro sul campo, i ricercatori hanno assistito a un episodio in cui una persona ha tentato di prendere in prestito una pipa di vetro da un partecipante, che ha rifiutato categoricamente per paura che il nuovo utente, abituato solo alla metanfetamina, potesse soffrire di overdose a causa dei residui di fentanyl. Questo episodio evidenzia come i residui di fentanyl e metanfetamina possano apparire simili e come spesso gli strumenti utilizzati si sovrappongano.

Il rischio di overdose emerge quando c’è una discrepanza tra la potenza del farmaco residuo e la tolleranza del destinatario. Nonostante alcune precauzioni adottate dai partecipanti per prevenire l’uso accidentale dei loro strumenti da parte di altri, la cultura della condivisione continua a presentare rischi elevati, soprattutto considerando gli alti tassi di consumo.

 

Questi risultati sottolineano l’importanza di raccogliere dati che possano informare efficacemente le campagne di educazione alla riduzione del danno, tenendo conto delle percezioni degli utenti di oppioidi. Strategie come il monitoraggio del ritmo di consumo, la maggiore consapevolezza delle dosi assunte e la verifica della tolleranza dei destinatari dei residui sono interventi potenzialmente validi che meritano ulteriori indagini.

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