Sapete qual è il motivo? Beh, facilmente intuibile: centri di calcolo internazionali che propongono soluzioni differenti. Eppure, anche in un contesto così difficile, vi sono alcuni punti fermi e da quelli dobbiamo necessariamente partire. Il primo tassello, inamovibile, è certamente rappresentato dal Nord Italia.
Sì, nelle regioni settentrionali a quanto pare tornerà il fresco. Già nelle primissime fasi della prossima settimana l’aria oceanica, atlantica, affluirà massicciamente innescando un corposo abbassamento delle temperature. Non solo, potrebbe scatenarsi l’instabilità atmosferica ampiamente descritta in precedenti editoriali.
Per quanto riguarda il Centro Italia idem, l’azione atlantica dovrebbe farsi apprezzare con un rientro alla normalità termica e localmente potrebbero scatenarsi temporali. Temporali talvolta associati a nubifragi e grandinate, ma i dettagli previsionali verranno trattati a tempo debito. Idem per quanto riguarda la Sardegna, che dovrebbe rientrare all’interno dell’abbraccio oceanico.
Sud e Sicilia, invece, potrebbero subire gli effetti di una bolla letteralmente rovente africana. Sì, proprio così, i modelli previsionali stanno pian piano rincarando la dose, ovvero un’ulteriore impennata delle temperature che potrebbero letteralmente esplodere verso l’alto. Attenzione, perché carte alla mano si parla di punte di oltre 40°C, addirittura in Sicilia potrebbero vedersi picchi di 45°C.
Esagerazioni? No, niente affatto. Più che altro incertezza, fin tanto che i centri di calcolo internazionali mostreranno differenze evolutive non potremo sciogliere definitivamente la prognosi. Per questa ragione, ma anche per altri motivi, vi invitiamo caldamente a seguire i prossimi aggiornamenti.