La ricerca, pubblicata sulla rivista ACS Sustainable Chemistry & Engineering, illustra come il magnesio possa catalizzare la formazione di idrati di CO2, una sostanza simile al ghiaccio, che può immagazzinare in modo stabile il gas serra nei fondali oceanici. Questo processo si distingue per la sua velocità e efficienza, riuscendo a catturare la CO2 sei volte più rapidamente rispetto ai metodi precedenti, senza l’uso di sostanze chimiche dannose o complesse manipolazioni meccaniche.
Uno degli aspetti più notevoli di questa tecnica è la sua compatibilità con l’acqua di mare, eliminando la necessità di costosi processi di desalinizzazione e rendendo il metodo più economico e praticabile su larga scala. L’utilizzo di acqua salata sfrutta le abbondanti risorse degli oceani e garantisce condizioni stabili che minimizzano il rischio di decomposizione del materiale stoccato.
Oltre al potenziale impatto sul controllo delle emissioni di CO2, la formazione ultrarapida di idrati potrebbe avere applicazioni rivoluzionarie in altri settori. Potrebbe, ad esempio, migliorare il dissalamento dell’acqua di mare, la separazione dei gas e persino lo stoccaggio di altri tipi di gas. Queste applicazioni dimostrano la versatilità e il potenziale economico della scoperta.
Con risultati così promettenti, il team di ricerca ha già depositato due brevetti e sta considerando la creazione di una start-up per commercializzare questa tecnologia. Questo sviluppo non solo potrebbe cambiare il nostro approccio alla gestione del CO2, ma offre anche soluzioni sostenibili per una serie di sfide ambientali e industriali.