Il Servizio Meteorologico Siciliano (SIAS) ha confermato che il mese di giugno ha visto temperature ben al di sopra della media. Questo calore insopportabile, unito a un anno quasi privo di piogge, ha causato una drastica riduzione del 70% nella produzione di foraggio, come riportato da Coldiretti.
La situazione idrica è altrettanto grave, con i principali bacini idrici dell’isola quasi vuoti. Nonostante le autorità locali abbiano imposto un razionamento dell’acqua, l’alta domanda continua a crescere a causa delle elevate temperature. In risposta alla crisi, camion cisterna arrivano nelle fattorie per rifornire le scorte d’acqua, ma la quantità spesso š limitata.
Nella provincia di Caltanissetta, una delle più colpite dalla siccità, i laghi si sono ridotti a pozzanghere. In provincia di Enna, il famoso lago di Pergusa, riserva naturale speciale e sito di interesse comunitario, è quasi completamente scomparso, come comunicato da Legambiente.
A maggio, il governo nazionale ha dichiarato lo stato di emergenza per la siccità in Sicilia, stanziando 20 milioni di euro per l’acquisto di autocisterne, la perforazione di nuovi pozzi e la riparazione di acquedotti perdenti. Queste misure dovrebbero permettere una raccolta più efficiente delle acque piovane e rendere l’isola più autonoma grazie a una maggiore sfruttamento delle sue risorse d’acqua.
La visione dei bacini idrici siciliani incrinati è un chiaro promemoria che il caldo estremo e le frequenti siccità sono diventati la nuova normalità.