I fotoni, essendo unità singole di luce, presentano una minima interazione con l’ambiente circostante, il che li rende particolarmente adatti per trasportare informazioni quantistiche mantenendo uno stato di intreccio quantistico. Tuttavia, l’efficienza con cui questi fotoni vengono emessi può essere compromessa dalle vibrazioni atomiche all’interno dei materiali che ospitano i difetti quantici.
Il professor Chris Van de Walle e il suo team hanno sviluppato modelli teorici per analizzare il ruolo di queste vibrazioni nel processo di emissione dei fotoni. Hanno scoperto che l’efficienza dell’emissione di singoli fotoni diminuisce drasticamente quando la lunghezza d’onda dell’emissione supera quelle della luce visibile, estendendosi alle lunghezze d’onda infrarosse utilizzate nelle telecomunicazioni.
Per affrontare questa sfida, i ricercatori hanno proposto di selezionare con cura il materiale ospitante e di ingegnerizzare a livello atomico le proprietà vibrationali. Un’altra strategia efficace include l’accoppiamento con una cavità fotonica, tecnica che ha beneficiato dell’esperienza di altri affiliati alla Quantum Foundry, come il professor Galan Moody e il dottorando Kamyar Parto.
Questi approcci innovativi mirano a sviluppare emettitori quantici più luminosi ed efficienti, cruciali per il successo delle future reti quantistiche. I risultati di questa ricerca sono stati dettagliatamente descritti nel documento pubblicato sulla rivista APL Photonics, con la speranza che il modello proposto e le intuizioni fornite possano guidare la progettazione di nuovi emettitori quantici.