Il tifone Krathon si è abbattuto oggi (giovedì) sulla parte meridionale di Taiwan, un’area che si era preparata con largo anticipo al suo arrivo. Prima di toccare terra, il potente ciclone tropicale era accompagnato da venti furiosi che soffiavano a 126 km/h, con raffiche ancora più forti che raggiungevano i 162 km/h, oltre a intense precipitazioni.
Le autorità locali, in particolare l’amministrazione meteorologica centrale di Taiwan, hanno confermato che Krathon ha raggiunto il distretto di Xiaogang a Kaohsiung alle 12:40 ora locale, equivalenti alle 04:40 GMT. In previsione dell’arrivo del tifone, scuole e uffici erano già stati chiusi a partire dal mercoledì, mentre agli abitanti di Kaohsiung, importante città portuale, era stato fortemente raccomandato di cercare rifugio in luoghi sicuri. Gli esperti meteorologici avevano inviato tempestivamente allarmi tramite messaggi sui cellulari, avvertendo la popolazione dei venti distruttivi e suggerendo di mettersi al riparo senza indugi.
Il passaggio di Krathon sull’isola ha portato con sé piogge torrenziali e venti impetuosi che hanno causato la morte di due persone, la scomparsa di altre due e oltre cento feriti. Il tifone ha inoltre messo in ginocchio il trasporto aereo, con la sospensione di tutti i voli interni per il secondo giorno consecutivo. Anche la rete elettrica è stata fortemente colpita, lasciando circa 55.000 abitazioni temporaneamente senza corrente.
Taiwan è abituata a dover affrontare tempeste tropicali tra i mesi di luglio e ottobre, tuttavia, secondo recenti studi, questi fenomeni stanno diventando sempre più violenti. Si osserva una tendenza preoccupante: i tifoni iniziano a formarsi più vicino alle coste, si intensificano rapidamente e mantengono la loro potenza per periodi più lunghi dopo aver toccato terra, con conseguenze legate al cambiamento climatico.
Un esempio emblematico si è verificato lo scorso luglio con il tifone Gaemi, considerato il più potente degli ultimi otto anni a colpire Taiwan. La sua furia ha provocato gravi inondazioni a Kaohsiung, portando alla morte di almeno dieci persone sull’isola. Anche altri paesi, come Cina e Filippine, hanno subito gravi conseguenze, con decine di vittime causate dalle piogge torrenziali.