Il ritorno del freddo, tra chi lo odia e chi lo aspetta
L’arrivo della stagione fredda accende, come ogni anno, il dibattito su cosa ci riserverà il prossimo inverno. Gli appassionati di neve, freddo e gelo sono sempre più scettici, con le condizioni meteo ideali che sembrano svanire di anno in anno. I supercalcolatori che accennano eventi di freddo, di neve poi smentiti quasi all’ultimo istante.
Vivere un inverno “normale”, con le caratteristiche che un tempo erano tipiche, sembra ormai un’utopia. Tuttavia, il desiderio di rivivere una stagione invernale memorabile non smette di affascinare. Ma poi c’è, e sono tantissimi, a odiare il freddo, anche perché l’inverno incide sulla possibilità di stare all’aria aperta, e poi anche sul bilancio familiare, diciamola tutta. I costi dell’energia sono cresciuti, ed il freddo è comunque per buona parte degli italiani una scocciatura.
Il mito degli inverni storici
Gli ultimi anni hanno visto inverni sempre più miti e privi di eventi significativi, lasciando molti che aspettavano la neve nella propria località con l’amaro in bocca. Ma non possiamo dimenticare che il passato ci ha regalato stagioni inaspettate e sorprendenti. L’esempio più recente è forse il Febbraio 2012, anche se un buon ricordo lo darei al 2018. Nel 2012, in febbraio si vide un mese che ribaltò ogni previsione, riportando in auge scenari che sembravano relegati agli archivi storici. La penisola italiana, dal Nord Italia al Sud Italia, fu investita da un’ondata di freddo eccezionale, con nevicate che raggiunsero anche le pianure e le coste.
Questo evento ricorda altri grandi inverni del passato come quelli del 1956, del 1963 e del 1985, che lasciarono un segno nella memoria della storia della meteorologia italiana. Anche in quel caso, il riscaldamento globale era già un problema emergente, ma la natura si dimostrò ancora capace di sorprendere.
Previsioni tra speranze e realtà
L’inverno che sta per arrivare sarà “migliore” per molti o solo per pochi? Dipende da cosa si intende per migliore. Se il desiderio è quello di vedere neve e respirare aria gelida, le aspettative devono essere contenute. I principali modelli climatici indicano un inverno probabilmente più caldo della media. Tuttavia, questo non esclude affatto la possibilità di fasi brevi ma intense di freddo, in grado di portare la neve fino a basse quote.
Un aspetto interessante riguarda le anomalie atmosferiche globali. La debolezza del Vortice Polare e i movimenti dell’Indice Nord Atlantico potrebbero favorire irruzioni di aria artica verso l’Europa meridionale. Se ciò accadesse, e si parla di possibile evento nelle prossime settimane, il meteo italiano potrebbe immergerci in episodi di freddo, forse gelo.
Il trend degli ultimi anni
Guardando agli ultimi inverni, emerge una tendenza chiara: le stagioni fredde sono sempre più brevi e meno incisive. Gli episodi nevosi si concentrano spesso nelle aree alpine e appenniniche (insomma), lasciando le pianure del Nord Italia e, ancor meno, del Centro Italia con poca o nessuna neve. Al Sud Italia, le irruzioni fredde si sono fatte rare, mentre le Isole Maggiori, come Sardegna e Sicilia, vedono il freddo che dapprima era più frequente solo a quote elevate.
Questo scenario potrebbe ripetersi anche quest’anno, ma non bisogna dimenticare che il meteo è, per sua natura, imprevedibile. Gli stessi strumenti di analisi climatica, pur avanzati, non possono escludere eventi straordinari, come una forte irruzione di aria gelida a cavallo tra gennaio e febbraio.
L’attesa di un evento straordinario
Se l’inverno che ci aspetta non sarà all’altezza delle aspettative di chi ama il freddo, non ci sarà molto di cui stupirsi. D’altra parte, un evento davvero straordinario, con temperature sotto zero e abbondanti nevicate, rappresenterebbe una vera eccezione, capace di sovvertire i trend attuali e regalare emozioni agli appassionati di meteo. Che poi, se un evento meteo è definito straordinario, non può essere nella norma, vi pare?
Non ci resta che attendere e osservare. Se le dinamiche atmosferiche giocheranno a favore, potremo assistere a scenari suggestivi, con la neve che potrebbe tornare a imbiancare anche le città della pianura. E se così non fosse, rimarremo in attesa di un nuovo Febbraio 2012, consapevoli che la storia del clima è fatta di cicli e di eccezioni, mai di regole assolute. E comunque, se non succederà niente di tutto ciò, avremo risparmiato tanti soldi nelle bollette energetiche. Questa è la meteo di questo decennio, incerta, sofferente per i cambiamenti climatici galoppanti.