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Tarija Bolivi 040425

Articolo inviato da un lettore e rivisto dalla redazione

Quando mi sono ritrovato a TARIJA, nel cuore del sud della BOLIVIA, non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Avevo sentito parlare dei suoi vini, certo, ma nulla mi aveva preparato alla bellezza disarmante di questo luogo così intimo e nascosto, dove ogni angolo sembra voler raccontare una storia, ogni collina accarezzata dal sole sembra custodire un segreto.

Dove si trova Tarija

TARIJA si trova nella parte meridionale della BOLIVIA, a pochi chilometri dal confine con l’ARGENTINA, ad un’altitudine di circa 1.850 metri sul livello del mare. Una posizione che la rende un’oasi di tranquillità, lontana dal caos delle grandi città, ma allo stesso tempo abbastanza vicina per essere raggiunta con facilità, soprattutto da chi viaggia nel sud dell’AMERICA LATINA.

La geografia del territorio

Il paesaggio qui è un susseguirsi di colline morbide, valli verdeggianti e campi coltivati a perdita d’occhio. Non si tratta di montagne aspre o cime impervie, ma di un terreno sinuoso, dolce, che accompagna lo sguardo e lo spirito. Le vigne, perfettamente ordinate, si intrecciano con strade sterrate e sentieri battuti dal tempo, offrendo scorci che sembrano usciti da un dipinto impressionista.

Attorno alla città si estendono piccoli villaggi, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove le tradizioni sono rimaste vive e autentiche. A pochi chilometri si trovano anche aree protette, come il Parco nazionale di Sama, che offre panorami mozzafiato e una biodiversità sorprendente, tra condor andini, puma e laghi cristallini.

Il clima ideale per il vino (e per l’anima)

Uno degli aspetti che più mi ha colpito di TARIJA è senza dubbio il clima. Secco e soleggiato per la maggior parte dell’anno, con estati calde ma ventilate e inverni miti che raramente scendono sotto i 10°C, questo microclima è perfetto non solo per la coltivazione della vite, ma anche per chi, come me, ama le attività all’aria aperta senza dover temere né la pioggia né il freddo.

Ogni mattina mi svegliavo con il sole che filtrava dalla finestra e un cielo azzurro intenso sopra la testa. Le giornate erano lunghe e luminose, ideali per passeggiate, escursioni, picnic tra i filari o degustazioni all’aperto, mentre la sera regalava tramonti infuocati e notti fresche, perfette per rilassarsi con un buon bicchiere di vino.

L’anima vinicola di Tarija

TARIJA è considerata la capitale del vino boliviano, e dopo aver trascorso qualche giorno qui, posso confermare che questo titolo le calza a pennello. I suoi vigneti si estendono tra i 1.600 e i 2.300 metri di altitudine, un unicum nel panorama vinicolo mondiale, e producono etichette sorprendenti, grazie a un equilibrio perfetto tra temperatura, altitudine e terreni fertili.

Le cantine, o meglio le bodegas, sono numerose e accoglienti. Alcune sono piccole aziende familiari, dove si viene accolti dai proprietari in persona, pronti a raccontare storie di generazioni e segreti di vinificazione. Altre, più grandi e strutturate, offrono tour guidati e degustazioni professionali. Una su tutte mi è rimasta nel cuore: Bodega Kohlberg, una delle più rinomate del paese, immersa in un paesaggio da sogno e produttrice di un Cabernet Sauvignon che non ha nulla da invidiare ai vini europei.

Tra le varietà più celebri c’è anche il Tannat, corposo e profondo, e il Moscatel de Alejandría, un bianco aromatico perfetto per i pomeriggi assolati. E poi c’è lui, il Singani, il distillato nazionale ottenuto da uve bianche, che qui assume una qualità superiore. Sorseggiarlo ghiacciato, in una terrazza panoramica, mentre il sole tramonta dietro le colline, è un’esperienza che non dimenticherò mai.

La cultura che incanta

Ma TARIJA non è solo vino. È anche musica, danza, feste popolari e ospitalità senza eguali. La cultura qui è un mix affascinante di tradizioni andine e influenze coloniali, dove la cueca – danza tradizionale – si balla ancora durante le celebrazioni, e dove ogni festa è un tripudio di colori, costumi, strumenti a corda e cori appassionati.

Durante la mia permanenza ho avuto la fortuna di assistere alla Fiesta de la Vendimia Chapaca, una celebrazione della vendemmia che coinvolge tutta la città. Le strade si riempiono di carri decorati, danzatori e musicisti, e l’aria profuma di mosto, pane caldo e carne alla griglia. È un momento in cui tutto il popolo si riunisce per celebrare la terra, il lavoro e la gioia di vivere.

Le occasioni di svago tra natura e tradizione

Chi visita TARIJA non può certo annoiarsi. Oltre alle degustazioni vinicole, si possono organizzare gite nei villaggi vicini come San Lorenzo, piccolo centro coloniale ricco di fascino, o visitare il mercato centrale, un luogo autentico dove assaporare la cucina locale, tra empanadas, tamales, salteñas e succhi di frutta esotica.

Per gli amanti della natura, consiglio vivamente un’escursione nel Cañón del Pilaya, uno dei canyon più profondi del Sud America, con viste spettacolari e sentieri mozzafiato. Oppure una visita al Lago San Jacinto, dove è possibile pescare, fare picnic o semplicemente rilassarsi in riva all’acqua.

Un luogo dove il tempo si ferma

Quello che mi ha colpito di più di TARIJA, però, è la sua atmosfera. C’è una calma diffusa, una gentilezza nei gesti e nei sorrisi delle persone, un rispetto profondo per la natura e per la tradizione. Non è un luogo per turisti frettolosi o per chi cerca la movida: è un rifugio per l’anima, un angolo di mondo dove riscoprire il gusto delle cose semplici e vere.

Seduto in una piccola osteria, con un calice di vino in mano e il canto di una chitarra sullo sfondo, ho capito che TARIJA non è solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da vivere. E una volta che ci sei stato, una parte di te rimarrà sempre tra quelle colline dorate, tra i filari profumati e tra le note malinconiche di una cueca al tramonto.

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