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AdobeStock 83647215 Da diversi anni, in particolare nell’ultimo quindicennio, si osserva un fenomeno meteo che sta cambiando radicalmente l’inverno italiano: la quasi totale assenza di neve alle medie e basse quote, non solo al Nord, ma soprattutto nella parte peninsulare della Penisola e nelle Isole Maggiori, Sardegna e Sicilia. Dove un tempo la neve faceva almeno una comparsa simbolica ogni inverno, oggi non si presenta affatto, e quando lo fa, è episodica, effimera, senza accumulo.

Ma cosa sta succedendo davvero? La risposta “semplice” è il cambiamento climatico, certo, ma non è sufficiente a spiegare tutto. C’è dell’altro, e riguarda le dinamiche meteo che si sono profondamente alterate, specialmente in relazione al flusso di aria fredda continentale, ai modelli barici invernali, e alle correnti che un tempo portavano gelo e neve anche a quote basse.

 

Nevicate al Sud e nelle Isole: da rare a quasi scomparse

La neve sulle regioni centrali e meridionali della Penisola non è mai stata una costante regolare. In base alle medie climatiche del trentennio 1981–2010, nevicate a quote inferiori ai 500 metri erano occasionali, più frequenti nelle aree interne appenniniche, lungo l’Adriatico, e in situazioni di irruzioni fredde da est. Ma, anche quando non comuni, esistevano. ROMA, NAPOLI, BARI, CAMPOBASSO, CATANIA, NUORO: sono città che hanno conosciuto giornate di neve invernale, e perfino accumuli, almeno ogni 5-7 anni.

La situazione degli ultimi 10-15 anni, però, racconta una discontinuità marcata. Le occasioni nevose si sono ridotte, le nevicate a bassa quota sono diventate episodiche, e in molti casi non si è verificato alcun evento significativo per stagioni intere. Si è rotto un equilibrio già fragile, in parte anche nel cuore dell’Appennino.

 

È solo colpa del cambiamento climatico? Una spiegazione parziale

Dire che non nevica più per via del riscaldamento globale è in parte vero, ma è una risposta insufficiente. Altri luoghi del mondo con climi simili al nostro, come il Sud degli Stati Uniti, il Cile centrale, o certe zone interne del Sud del Giappone, continuano a registrare nevicate occasionali — a volte più frequenti che in Italia centrale e meridionale. Quindi, se il clima globale cambia ovunque, non cambia ovunque allo stesso modo.

La frequenza delle nevicate dipende infatti da configurazioni bariche e dinamiche atmosferiche specifiche. E qui l’Italia peninsulare sta subendo mutazioni più complesse.

 

La grande assente: l’aria fredda da est

Il vero nodo meteo è l’assenza cronica delle irruzioni fredde da est, quella corrente continentale che arrivava dalla Russia, attraversava l’Ucraina, poi i Balcani, e infine entrava in Italia dal versante adriatico o dalla Porta della Bora. Queste irruzioni, note come “burian”, erano il motore delle nevicate a bassa quota. Oggi non solo arrivano molto meno spesso, ma quando lo fanno, sono meno fredde, oppure giungono in fasi in cui mancano le precipitazioni. Le masse d’aria orientale, una volta secche ma molto gelide, oggi sono più miti, a causa del riscaldamento delle superfici nel Mar Nero, nel Mediterraneo orientale e nella stessa area balcanica, che non si raffreddano più come una volta.

 

Anche il freddo artico e il Rodano si sono indeboliti

Anche le irruzioni da nord-ovest, in discesa dalla Valle del Rodano, che portavano neve umida e fredda soprattutto sulla Sardegna e in parte sulla Sicilia occidentale, sono diventate rare. Il freddo artico, che un tempo portava nevicate su tutto il Centro-Nord, oggi arriva tardi, meno frequentemente, e spesso accompagnato da alta pressione che ne neutralizza gli effetti.

 

Eventi sporadici confermano la regola del cambiamento

Tuttavia, non si può dire che la neve sia sparita del tutto. Gli episodi del 2012, del 2017 e del FEBBRAIO 2018 dimostrano che irruzioni fredde importanti sono ancora possibili. In quei tre inverni, ROMA, NAPOLI, il versante adriatico da Pesaro a Brindisi, l’entroterra molisano, la Calabria, perfino Palermo e la costa orientale sarda, hanno visto neve fino al piano.

Ma questi eventi sono sempre più rari, e quando accadono non compensano gli inverni interi senza una sola nevicata significativa. Dunque sì: la frequenza si è ridotta, ed è questa la vera risposta. Il freddo e la neve non sono scomparsi, ma non sono più normali, non fanno più parte della regolarità climatica dell’inverno peninsulare. E senza regolarità, un clima ha già cambiato volto.

 

Inverno estremo, ma non freddo: il paradosso climatico italiano

L’Italia è oggi una terra di estremi, ma non più freddi. Le ondate di calore invernale, con temperature diurne sopra i 20°C anche a GENNAIO e FEBBRAIO, sono molto più frequenti dei giorni di gelo. I fenomeni meteo si sono esasperati verso il caldo e l’aridità, mentre la nevicata modesta ma regolare, quella che toccava anche città come FIRENZE o PERUGIA, non c’è più.

E allora sì, la spiegazione più credibile è che non si tratta solo di fluttuazione, ma di un cambio climatico strutturale, dove l’Italia peninsulare sta perdendo il suo inverno tradizionale. Lentamente, ma in modo inesorabile.

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