Temperatura globale di Aprile: un nuovo segnale di allarme climatico
Il dataset ERA5, curato da ECMWF, ha calcolato per aprile 2025 una temperatura media globale di 14,96°C. Questo dato è superiore di 0,60°C alla media del periodo 1991–2020, e di 1,51°C rispetto al valore pre-industriale. Un’anomalia che, secondo Samantha Burgess, responsabile strategico per il clima presso ECMWF, “continua a mostrare quanto sia essenziale il monitoraggio continuo del clima per comprendere e affrontare i cambiamenti in atto”.
Anche la temperatura media superficiale oceanica (tra 60° sud e 60° nord) è rimasta elevata, raggiungendo 20,89°C, il secondo valore più alto mai registrato per il mese di aprile, appena 0,15°C sotto il record dell’anno precedente.
Situazione climatica in Europa
Nel continente europeo, la temperatura media terrestre è stata pari a 9,38°C, ovvero 1,01°C oltre la media 1991–2020. Questo ha reso aprile 2025 il sesto più caldo dal momento in cui sono iniziate le registrazioni. Le anomalie più marcate si sono osservate nell’Europa orientale, nella Russia occidentale e in Kazakhstan. Di contro, condizioni più fredde del normale si sono fatte sentire in Turchia, Crimea, penisola balcanica orientale e nelle zone settentrionali della Fennoscandia.
Le piogge sono state particolarmente intense in Europa meridionale, con conseguenze gravi in Italia, Francia e Svizzera: frane, alluvioni e valanghe si sono verificati lungo le Alpi. Condizioni simili sono state segnalate anche in Bulgaria nord-occidentale e sulle isole greche di Creta, Paros e Mikonos, dove le forti precipitazioni sono state accompagnate da nevicate fuori stagione.
In controtendenza, Europa centrale, Gran Bretagna e Fennoscandia meridionale hanno registrato un clima più secco rispetto alla media. Nonostante ciò, sulla Penisola Iberica si sono rilevate forti anomalie positive di umidità del suolo, a conferma di un mese eccezionalmente umido, in continuità con le piogge abbondanti di MARZO.
Uno sguardo al clima globale: caldo in Nord America e Asia, freddo in Australia e Antartide
Al di fuori dell’Europa, temperature superiori alla media sono state registrate in Canada, Messico, Stati Uniti, Africa settentrionale, Asia centrale, e nell’Estremo Oriente russo. Al contrario, temperature inferiori alla media si sono osservate in Australia settentrionale, Groenlandia nord-orientale, Svalbard, America meridionale meridionale ed Antartide orientale.
Inondazioni, siccità e tornado
I dati idrologici rivelano forti contrasti: America del Nord occidentale, Asia centrale, Madagascar, Australia meridionale e Russia centrale hanno sofferto condizioni più secche del normale, contribuendo in alcuni casi all’attivazione di incendi boschivi.
D’altra parte, precipitazioni intense hanno interessato Alaska, Canada centrale, Russia orientale, Sudafrica, Australia settentrionale e il Midwest statunitense, dove l’attività tornadica ha contribuito a esacerbare le condizioni alluvionali lungo il bacino del Mississippi.
Ghiacci polari: segnali misti per l’Artico e l’Antartico
Il mese di APRILE ha rappresentato una parziale ripresa per il ghiaccio marino artico, dopo quattro mesi consecutivi con estensione record minima. Al 30 APRILE, la superficie ghiacciata ha raggiunto 13,6 milioni di km², la 15ª più bassa per quella data, mentre il valore medio mensile è stato il sesto più basso mai rilevato da satellite in 47 anni.
In Antartide, invece, l’estensione del ghiaccio è stata del 10% inferiore alla media 1991–2020, il decimo valore più basso da quando sono disponibili osservazioni satellitari, confermando il trend negativo in corso dal 2017.
Per ulteriori dettagli e grafici interattivi, è possibile consultare i bollettini integrali pubblicati dal Copernicus Climate Change Service.