L’incubo è tornato a Bardonecchia. Mentre scrivo queste righe, il pensiero corre inevitabilmente a quel terribile 13 Agosto 2023, quando una bomba d’acqua devastò il paese alpino lasciando cicatrici ancora visibili nel territorio e nell’animo degli abitanti. Oggi, Lunedì 30 Giugno, la storia sembra ripetersi in modo inquietante: il rio Fréjus è nuovamente protagonista di un’esondazione che ha riacceso la paura tra la popolazione locale e i villeggianti.
L’ondata di caldo di queste ore ha scatenato un temporale violento che intorno alle 16 del pomeriggio ha messo in ginocchio la zona montana. È impressionante come il clima estremo di questi giorni riesca a generare fenomeni meteorologici così devastanti in tempi così rapidi. Il contrasto termico tra le masse d’aria surriscaldate e quelle più fresche in quota crea le condizioni ideali per questi eventi estremi.
Il piano di allerta comunale, che prevede monitoraggi costanti del corso d’acqua nel tratto che attraversa l’abitato, è scattato immediatamente. La sindaca ha lanciato un appello chiaro e diretto: “Restate in casa“. Abitanti e turisti sono stati invitati a non uscire dalle proprie abitazioni e soprattutto a mantenersi lontani dalle sponde del fiume. Una raccomandazione che non va sottovalutata, considerando quanto accaduto quasi due anni fa.
La zona maggiormente colpita dall’esondazione è quella a ridosso della stazione ferroviaria, dove si trova il ponte che già nel 2023 aveva creato problemi a causa di una strozzatura alla confluenza con il Rio Melezet. È preoccupante pensare che lo stesso punto critico stia nuovamente mettendo a rischio la sicurezza del paese. Questo ci fa riflettere sull’importanza di interventi strutturali definitivi per evitare che simili tragedie si ripetano.
L’allerta rimane al livello massimo perché sull’intero abitato continua a piovere intensamente e il torrente risulta molto ingrossato dalla quantità d’acqua caduta nelle zone montane circostanti. La situazione idrogeologica è particolarmente delicata: quando piove copiosamente in quota, l’acqua defluisce rapidamente verso valle, aumentando exponenzialmente la portata dei corsi d’acqua.
Il fiume in piena ha già spinto oltre gli argini fango e detriti sulla strada nella parte bassa del paese, causando per ora danni limitati ma destando comprensibile preoccupazione. La memoria di quanto accaduto nel 2023 è ancora troppo viva nella mente di tutti: case allagate, auto trascinate dalla corrente, famiglie evacuate e un territorio ferito profondamente.
Quello che più mi colpisce è la rapidità con cui questi fenomeni si sviluppano. In poche ore, il tempo sereno e caldo può trasformarsi in un incubo meteorologico. È un monito per tutti noi: il cambiamento climatico non è un problema futuro, ma una realtà presente che richiede preparazione e rispetto per la forza della natura.