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BLAMTG 22 giu Le ondate di calore non sono più un’eccezione meteo, ma una realtà sempre più frequente in estate.

 

Con temperature che superano i 40°C anche in Italia, l’impatto non si limita al disagio fisico: il caldo estremo sta mettendo sotto pressione la rete elettrica nazionale, aumentando il rischio di blackout e creando disagi che colpiscono cittadini, servizi pubblici e aziende. Ma cosa succede esattamente? E perché un’ondata di caldo può “spegnere” interi quartieri?

 

Caldo eccessivo, consumi alle stelle: la rete va in affanno

Nei giorni più torridi, la domanda di elettricità cresce vertiginosamente. In città come Roma, Milano e Torino, l’uso simultaneo di condizionatori e impianti di raffrescamento può far impennare i consumi del 30% rispetto ai periodi normali. Il picco si concentra tra le 13 e le 18, proprio quando la rete è già stressata dalle alte temperature.

 

Il problema non è solo quanta energia si consuma, ma come reagiscono le infrastrutture. Con il caldo, trasformatori e cavi perdono efficienza. I materiali si surriscaldano, si dilatano, e in alcuni casi si deteriorano, provocando guasti improvvisi. I cavi interrati, in particolare, non riescono a dissipare il calore quando il suolo è rovente e le notti non offrono raffreddamento sufficiente.

 

Blackout urbani: quando il caldo spegne la città

Il risultato? Blackout a “macchia di leopardo”, che colpiscono quartieri diversi in modo irregolare. A Milano, ad esempio, zone come Tortona, Moscova e Bande Nere sono state interessate da interruzioni fino a 16 ore. A Torino, nei primi caldi del 2025, si sono verificati una ventina di guasti in un solo weekend, con interi isolati senza energia fino a tarda notte.

 

Il surriscaldamento dei cavi interrati, aggravato da asfalto rovente e ventilazione assente, impedisce il corretto smaltimento termico. Le centraline di bassa tensione, non progettate per gestire questi picchi, vanno in sovraccarico. E così, nel cuore dell’estate, anche una città moderna può ritrovarsi al buio.

 

Infrastrutture vecchie, clima nuovo: un cortocircuito inevitabile

Molti impianti elettrici italiani sono stati costruiti secondo standard climatici ormai superati. Le temperature per cui erano tarati erano ben lontane dai valori odierni. Oggi, con un’estate che sembra non finire mai e consumi record, la rete non regge più.

 

Secondo dati internazionali, i blackout estivi legati al caldo sono aumentati del 60% negli ultimi cinque anni negli Stati Uniti, e lo stesso trend si sta verificando anche in Europa. Le aziende del settore stanno investendo in cabine potenziate, materiali più resistenti al calore e sistemi di monitoraggio in tempo reale, ma adeguare l’intera rete richiederà tempo, e soprattutto investimenti miliardari.

 

Non è solo una questione tecnica: il blackout mette a rischio la salute

Quando manca l’elettricità in piena ondata di calore, la sicurezza delle persone più fragili è messa in pericolo. Anziani, bambini e malati cronici rischiano colpi di calore anche all’interno delle proprie abitazioni, specie se prive di ventilazione naturale. Le apparecchiature mediche possono smettere di funzionare, la conservazione degli alimenti va compromessa, e la perdita della connessione digitale può isolare intere famiglie.

 

In alcune situazioni, l’interruzione della corrente ha causato blocchi di ascensori, disservizi sanitari e blackout nei trasporti. La tenuta della rete energetica è quindi anche una questione di sanità pubblica e sicurezza sociale.

 

Cosa si può fare: strategie di adattamento e prevenzione

Per evitare che l’energia venga a mancare proprio quando serve di più, servono azioni su più livelli:

  • Investimenti pubblici e privati per rendere la rete più resiliente alle temperature elevate;
  • Piani di emergenza dedicati a città e quartieri a rischio, con attenzione alle fasce più vulnerabili;
  • Diffusione di soluzioni domestiche come impianti fotovoltaici con accumulo o piccoli generatori di emergenza;
  • Educazione all’uso razionale dell’energia, soprattutto nelle ore più critiche della giornata.

 

Conclusione: il meteo non aspetta, dobbiamo prepararci ora

Il legame tra clima estremo e crisi energetica non è più solo una possibilità: è una realtà. Le ondate di calore continueranno ad aumentare in frequenza e intensità. Senza un’adeguata risposta sul piano infrastrutturale, sociale e culturale, i blackout estivi rischiano di diventare una drammatica normalità meteo.

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