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Goccia fredda sud Italia La prossima settimana potrebbe essere molto movimentata sul fronte meteo italiano. Tra il 10 e il 16 novembre, l’atmosfera sull’Europa entrerà in una fase dinamica, con maggiore instabilità e un possibile ritorno di piogge intense soprattutto al Centro-Sud.

 

Perché sta cambiando il tempo

In queste settimane il vortice polare sta mostrando segnali di indebolimento. Quando accade, la corrente a getto smette di scorrere in modo rettilineo e inizia a ondulare. Questo favorisce scambi più marcati tra aria fredda e aria calda, con fronti umidi e freddi che riescono a penetrare con maggiore facilità nel Mediterraneo.

 

Un ulteriore elemento è la tendenza della NAO (North Atlantic Oscillation) verso valori negativi, che spinge il getto a deviare a sud e agevola la costruzione di un blocco anticiclonico lungo i meridiani tra Europa centrale e settentrionale. Di conseguenza, le saccature atlantiche scendono di latitudine e raggiungono il cuore del Mediterraneo.

 

Gocce fredde e mari ancora caldi: il mix per il maltempo

Le saccature che scivolano verso i nostri mari tendono a isolarsi in cut-off (le cosiddette gocce fredde). Senza l’alimentazione diretta del getto, ma a contatto con un Mediterraneo ancora oltre i +20°C, questi vortici riescono a mantenere alti contenuti di umidità e una notevole energia potenziale, condizione che può innescare piogge persistenti e temporali forti per più giorni.

 

Effetti gocce fredde

Le aree più esposte

  • Nord Italia: per lo più ai margini del peggioramento, con variabilità e qualche pioggia tra Piemonte e Lombardia. Temperature in linea o in lieve calo.
  • Centro-Sud e Isole maggiori: scenario più perturbato, con piogge frequenti e localmente abbondanti. Particolare attenzione a Appennino centrale, Tirreno, Sicilia, Sardegna e Calabria, dove in caso di stazionarietà dei sistemi non si escludono accumuli oltre 200 mm in 24–48 ore e criticità idrogeologiche.

 

Linea di tendenza 10–16 novembre

La configurazione attesa indica un blocco anticiclonico europeo con saccature che scendono verso il Mediterraneo e si chiudono in vortici autonomi tra Mar di Sardegna, Tirreno meridionale e Ionio. Questo impianto può favorire fasi di maltempo severo al Centro-Sud, mentre il Nord resterebbe più protetto, salvo episodi locali.

 

Cosa aspettarsi e perché seguire gli aggiornamenti

Parliamo di una dinamica complessa e in evoluzione: la posizione precisa dei minimi e la velocità di traslazione dei vortici faranno la differenza tra piogge “utili” e fenomeni intensi e persistenti. Per questo saranno cruciali gli aggiornamenti su traiettorie e tempistiche, con particolare attenzione alle aree già vulnerabili per frane e allagamenti.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE per le previsioni meteorologiche.

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