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meteo giornale 01 01065 Nella seconda parte di dicembre, quindi anche a ridosso del Natale, il comportamento del Vortice Polare sarà determinante per capire che tipo di meteo interesserà l’Italia e il resto d’Europa.

 

Nelle ultime settimane il vortice ha mostrato segnali di dinamismo e possibili ondulazioni, elementi che possono cambiare in modo significativo lo schema barico emisferico.

 

Se il VPS (Vortice Polare Stratosferico) dovesse mantenersi compatto, è probabile che le correnti atlantiche continuino a dominare la scena, favorendo un clima mite, spesso umido e piovoso, con temperature sopra la media e poche reali occasioni per irruzioni fredde organizzate verso il Mediterraneo.

 

Al contrario, un indebolimento o una frammentazione del vortice potrebbe aprire la strada a scambi meridiani più marcati, con aria artica o continentale diretta verso l’Europa. In questo scenario aumenterebbe la probabilità di episodi di freddo e maltempo anche sull’Italia, con possibili fasi di neve a bassa quota al Nord e lungo l’Appennino centrale.

 

Un ulteriore elemento chiave riguarda la formazione di minimi depressionari mediterranei: la loro posizione e intensità saranno decisivi per quantificare piogge e nevicate nelle diverse regioni.

 

Fattori determinanti: vortice polare e depressioni

  • Un Vortice Polare solido e compatto favorisce un flusso zonale occidentale teso, che ostacola la discesa di aria fredda verso le medie latitudini e mantiene sull’Italia un meteo mite e piovoso.
  • Se invece il vortice tende a indebolirsi o a frammentarsi, le onde planetarie possono amplificarsi, favorendo scambi meridiani e la discesa di aria artica o continentale verso l’Europa e il Mediterraneo.
  • La possibilità di nevicate a bassa quota dipende molto dall’eventuale presenza di minimi depressionari ben posizionati sul bacino del Mediterraneo, capaci di intensificare le precipitazioni e interagire con nuclei di aria fredda.

 

Vortice polare

Scenario di Natale e fine dicembre: cosa aspettarsi in Italia

  • Se il VPS resterà compatto, è probabile la persistenza di un clima mite, spesso piovoso, con poche occasioni di freddo significativo. Le precipitazioni risulterebbero concentrate soprattutto al Nord e sulle regioni tirreniche, ma con un profilo termico poco invernale.
  • In caso di indebolimento o displacement del vortice, aumenterebbero le chances di rapidi episodi freddi con irruzioni di aria artica o continentale, in grado di portare neve a bassa quota sulle pianure del Nord e sull’Appennino centrale, anche in prossimità del Natale.
  • L’ubicazione e la profondità dei minimi depressionari mediterranei resteranno la variabile chiave per il tipo di precipitazioni: depressioni ben collocate possono creare le condizioni ideali per nevicate estese e localmente abbondanti.

 

Al momento gli ultimi segnali suggeriscono un Vortice Polare dinamico, non completamente ingabbiato in una configurazione stabile.

 

Questo implica la necessità di monitorare con attenzione i prossimi aggiornamenti modellistici, perché non si possono escludere sorprese fredde e possibili fasi di neve a ridosso del Natale, soprattutto al Nord Italia e lungo l’Appennino.

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