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dal ciclone al gelo meteo 1812

È ormai chiaro che andiamo incontro a un finale di Dicembre più turbolento e dinamico che mai. Dopo una settimana di alta pressione, che aveva risvegliato vecchi fantasmi di un inverno monotono e privo di pioggia o neve, la situazione si sta rapidamente vivacizzando grazie a un clamoroso indebolimento del vortice polare. Da questo scombussolamento sul Polo Nord ne verrà fuori una settimana di Natale piena di maltempo e un potenziale Capodanno con gelo e neve.

 

Insomma, l’Inverno sta per svegliarsi e potrebbe premere improvvisamente sull’acceleratore, mostrando tutto ciò che la stagione può proporre nel Mediterraneo: piogge, freddo e, in conclusione, anche neve a bassa quota. Ma occorre procedere per step e capire nel dettaglio cosa potrebbe davvero succedere in questo finale di dicembre.

 

Dal ciclone al gelo, due periodi da analizzare

Tracciamo due periodi ben distinti: 22–26 dicembre e 28–31 dicembre.

Nel primo, l’Italia sarà alle prese con un ciclone insidioso proveniente dalla Groenlandia, che stazionerà per parecchi giorni nel Mediterraneo. Questo ciclone dispenserà piogge a più riprese, soprattutto sul Nord-Ovest e al Centro-Sud, mentre la neve scenderà essenzialmente in montagna. Del resto, con masse d’aria provenienti dalla Groenlandia, ovvero di origine polare-marittima, più di questo non può accadere.

La neve a bassissima quota o in pianura è prerogativa delle masse fredde di matrice artica o artico-continentale, ovvero quelle provenienti dalla Scandinavia o dalla Russia, che risultano ben più fredde rispetto a quelle oceaniche.

 

Dove cadrà più neve tra Natale e Santo Stefano

Quantomeno la neve in montagna è assicurata, specie su Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, dove di neve ne cadrà davvero tanta, soprattutto tra 22 e 24 dicembre.

Sono previsti:

  • Accumuli totali superiori a un metro tra Alpi Cozie e Alpi Marittime
  • 20–40 cm su Alpi valdostane, Alto Piemonte e Alta Lombardia

Pian piano la neve conquisterà anche l’Appennino centro-settentrionale, almeno a partire dai 1200–1400 metri di altitudine: una vera boccata d’ossigeno dopo le temperature miti dei giorni scorsi in alta quota.

 

Ciclone bloccato nel Mediterraneo fino a Santo Stefano

La Vigilia, Natale e Santo Stefano saranno tre giornate col maltempo dietro l’angolo, perché il ciclone faticherà ad andar via dal Mediterraneo. Questo risulterà letteralmente ingabbiato, a causa della presenza di un lungo ponte di alta pressione, il cosiddetto ponte di Woeikoff, che circumnavigherà l’Europa dall’Atlantico alla Scandinavia.

Questo campo di alta pressione così esteso:

  • Annullerà le correnti occidentali atlantiche
  • Impedirà alla perturbazione mediterranea di essere spazzata via rapidamente

Di conseguenza, la perturbazione andrà pian piano colmandosi nel Mediterraneo, persistendo per giorni, almeno fino a Santo Stefano, producendo tante piogge in pianura e nevicate in montagna.

 

gelo siberiano meteo 1812

Dal ponte di Woeikoff ecco il gelo di Capodanno

Il ponte di Woeikoff menzionato poc’anzi potrebbe avere un ruolo fondamentale anche nel finale di dicembre e a Capodanno. Nel periodo compreso tra 28 e 31 dicembre, l’aria gelida russo-siberiana potrebbe raggiungere l’Europa, a cominciare da Lapponia, Russia e Ucraina.

La presenza di questo ponte di alta pressione faciliterà la discesa del gelo da est verso ovest, aumentando sensibilmente le chance di irruzioni molto fredde, con neve potenzialmente a bassissima quota, anche in Italia.

 

Entro Capodanno, il gelo potrebbe seriamente puntare il nostro Stivale, generando un cospicuo calo delle temperature e potenziali nevicate in pianura o sulle coste. Le regioni adriatiche e il Sud potrebbero esserne il bersaglio principale, ma per ora parliamo di tendenze a lungo termine, ancora complesse e tutte da confermare.

 

Fonti e riferimenti scientifici:

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