Nella Pianura Padana, la combinazione tra aria stagnante e scarsa ventilazione favorirà la formazione di nebbie fitte e nubi basse, soprattutto durante le ore notturne e del primo mattino. Questi strati grigi e persistenti tenderanno a mantenere il clima freddo e piuttosto umido per gran parte della giornata. Non solo: la mancanza di ricambio d’aria farà aumentare progressivamente i livelli di inquinamento, con la qualità dell’aria che potrebbe peggiorare sensibilmente nelle principali città del Nord. Un quadro tipico delle fasi anticicloniche invernali, quando il sole fatica a farsi vedere e l’atmosfera rimane intrappolata nei bassi strati.
Scenario completamente diverso per chi vive tra le Alpi e il Centro-Sud, dove la situazione sarà quasi opposta. Qui prevarranno cieli limpidi, aria asciutta e temperature decisamente miti, con valori sopra la media del periodo. In quota si respirerà un’atmosfera quasi primaverile, perfetta per escursioni e attività all’aria aperta, mentre lungo le regioni centro-meridionali le giornate saranno luminose e piacevoli, con massime che potrebbero sorprendere per la loro dolcezza. Un contrasto netto rispetto alla grigia e fredda Pianura Padana, quasi come se il Paese fosse diviso in due.
Guardando un po’ più avanti, le prospettive per la seconda metà di dicembre non mostrano grandi scossoni fino a oltre metà mese: l’anticiclone dovrebbe continuare a mantenere il suo dominio. Tuttavia, intorno al 20 dicembre i modelli iniziano a suggerire un possibile cambio di passo.
Correnti più fredde potrebbero farsi strada verso il Mediterraneo, indebolendo l’alta pressione e aprendo la porta a un ritorno dell’inverno proprio a ridosso delle festività natalizie. Un’ipotesi ancora da confermare, ma che lascia intravedere la possibilità di un finale di mese più dinamico e forse anche più freddo.