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Ci risiamo. Una nuova e intensa perturbazione di origine atlantica è destinata a interessare l’intero stivale nel corso della giornata di mercoledì 28 gennaio. Si tratterà di un peggioramento meteo non indifferente, anzi diremmo proprio di una certa rilevanza, capace di portare condizioni di maltempo diffuse e precipitazioni abbondanti. Ma attenzione che, poiché le temperature in parte lo consentono, c’è il rischio di precipitazioni nevose a bassa quota.

 

Cosa sta succedendo

Il pattern meteo europeo evidenzia l’avanzata decisa di una profonda depressione atlantica, come si può notare dalle immagini. Il tutto sarà accompagnato da una corrente zonale molto attiva, che tenderà a dominare la circolazione atmosferica alle nostre latitudini per diversi giorni consecutivi.

 

Tale configurazione favorirà l’ingresso di masse d’aria umida e instabile, responsabili di precipitazioni estese e persistenti. Questo vuol dire che per più giorni, non necessariamente solo mercoledì prossimo, avremo fronti perturbati, anche di una certa rilevanza.

 

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Spiccato maltempo in arrivo nella giornata di mercoledì 28. Si vede un’enorme perturbazione che coinvolgerà praticamente l’intera Italia.

 

Le zone più interessate

Come sempre accade in questi casi, le aree più interessate sono le seguenti. Le regioni affacciate sul versante tirrenico, come Liguria, Toscana e Lazio, potrebbero essere interessate da fenomeni di forte intensità, con il rischio di veri e propri nubifragi.

 

A cominciare, in genere, dal pomeriggio, anche la Campania dovrebbe essere gradualmente raggiunta dal fronte perturbato. Il settentrione viene sempre interessato, ma in maniera meno violenta rispetto alle regioni appena citate.

 

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Accumuli nella sola giornata di mercoledì 28, secondo il modello ECMWF. Si notano bene le aree più interessate da questa nuova e severa ondata di maltempo.

 

Analisi della neve

Anche qui ce la giochiamo molto sul grado. Sul Nord Italia saranno presenti sacche di aria fredda nei bassi strati, che, unite all’intensità delle precipitazioni e alla loro natura convettiva, potrebbero favorire la comparsa dei fiocchi a quote abbastanza basse. Non parliamo però di livelli di pianura. Pare sufficientemente certo.

 

Diciamo che, in linea generale, i rovesci più intensi potrebbero consentire nevicate fino a livello collinare, soprattutto nelle vallate alpine e prealpine, sul basso Piemonte e lungo l’Appennino ligure. Potremmo parlare di una quota neve attorno aa 300-400 metri, un valore non certamente esaltante per essere il cuore di gennaio. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo e dei prossimi giorni.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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