Seguici su Google
Entro Pasqua totale capovolgimento
Dal freddo al caldo

 

La sensazione è quella di essere intrappolati in un loop temporale senza fine, ma il meteo sembra in realtà indirizzarsi presto verso una svolta, assai gradita. Un’ennesima ricaduta nel freddo invernale tiene in ostaggio l’Italia, ritardando i nostri ritmi naturali e quella voglia irrefrenabile di trascorrere le giornate all’aria aperta. Diciamolo chiaramente, questo avvio di primavera, così somigliante all’inverno, ci sta mettendo a dura prova.

 

Tra folate gelide di tramontana e cieli plumbei che sanno tanto di dicembre o gennaio, l’inizio di aprile sembra voler ricalcare i peggiori copioni di un inverno tardivo. Eppure l’atmosfera sta per rimescolare le carte in tavola. Un netto e clamoroso ribaltone barico si prepara a spazzare via queste correnti settentrionali, promettendo un cambiamento così drastico da lasciarci letteralmente a bocca aperta.

 

Insomma, la natura scalpita e non vede l’ora di esplodere. E lo farà schierando un vero e proprio gigante del panorama meteorologico, pronto a estendere il suo scudo protettivo sull’Europa meridionale proprio in concomitanza con il fine settimana delle festività pasquali. Stiamo parlando del famigerato Anticiclone delle Azzorre, un promontorio di alta pressione probabilmente supportato da contributi di caldo subtropicale, che promette di regalarci sia la Pasqua che una Pasquetta baciate da un sole caldo, il primo della stagione. La svolta è ormai confermata dalle principali elaborazioni matematiche, pronte a cancellare il freddo anomalo di fine marzo.

 

L‘illusione di un quasi anticipo d‘estate

L’alta pressione farà piazza pulita e le temperature schizzeranno verso l’alto con una velocità impressionante, superando agilmente le medie climatologiche del periodo. Il flusso di aria calda in quota, schiacciata verso il basso della forza dell’anticiclone, contribuirà a far lievitare i termometri ovunque, trasformando l’aria fredda di questi giorni in un lontano ricordo. Pensate che nelle conche delle Alpi potremmo toccare e forse superare il muro dei 25°C, un valore che solitamente appartiene a fine maggio, se non inizio giugno.

 

Vivremo, in effetti, un clima da primavera inoltrata in moltissime regioni. Al sud dell’Italia, l’impatto termico sarà più limitato, in quanto permarranno infiltrazioni d’aria fresca in quota. Le giornate trascorreranno all’insegna della quiete atmosferica più assoluta, salvo qualche rapido e isolato temporale di calore pomeridiano a ridosso dei maggiori rilievi dell’Appennino. Si tratta di un fenomeno del tutto fisiologico, innescato da modesti sbuffi di aria fresca in quota che riescono a lambire i bordi orientali del possente scudo anticiclonico.

 

Il sole decisamente tiepido inviterà le persone a riempire i parchi, le piazze e i litorali. Finalmente i cappotti pesanti finiranno forse definitivamente nell’armadio. Questo respiro caldo, che spesso associamo alle ondate di calore opprimenti estive, in questa fase dell’anno riesce invece a regalare giornate estremamente gradevoli e luminose. Non poteva andare meglio, in vista delle gite fuori porta che si preannunciano salve, con ampie schiarite e un tepore diffuso che farà dimenticare rapidamente i brividi delle ultime settimane.

 

Le montagne russe senza fine di aprile

Questo è il mese volubile per eccellenza, quel periodo di transizione capace di farti sudare a mezzogiorno e di costringerti poi a coprirti in poche ore come in inverno. L’imponente Anticiclone caldo potrebbe rivelarsi una meravigliosa, stupenda illusione momentanea, un castello di sabbia incastonato dentro un quadro atmosferico globale ancora profondamente scosso da vivaci scambi di masse d’aria. La stabilità assoluta, in questa stagione, semplicemente non esiste o comunque non può durare a lungo.

 

Guardando oltre i giorni di festa, i centri di calcolo intravedono una nuova e brusca rottura del tempo, un vero e proprio schiaffo alle nostre illusioni primaverili, probabilmente già attorno all’8 aprile. Una discesa di correnti fredde e instabili, spinte direttamente dal Nord Atlantico verso il bacino del Mediterraneo, potrebbe innescare un repentino e violento calo termico. Rivedremo la neve? È un’ipotesi tutt’altro che campata in aria. I fiocchi bianchi potrebbero farsi rivedere persino attorno ai 1000 metri di altitudine, imbiancando di nuovo i crinali montuosi e riportando scenari ancora invernali fuori stagione.

 

A seguire, l’alta pressione sembra pronta a riproporsi con nuovi contributi miti, in una dinamica che trasformerà il mese in un susseguirsi infinito di montagne russe meteorologiche. Questi continui sbalzi, vere e proprie frustate termiche, mandano letteralmente in tilt i nostri organismi e, soprattutto, gli ecosistemi naturali. Le gelate tardive, insidiose e spietate, potrebbero ancora mettere a rischio concretamente le fioriture precoci dei nostri frutteti, già parzialmente compromesse dalle intemperie del mese scorso. Passare da temperature quasi estive a valori crudi invernali nel giro di quarantotto ore rappresenta uno stress notevole per l’agricoltura, mettendo in ginocchio intere filiere produttive.

 

Gli estremi climatici del cambio di stagione

Non dobbiamo mai dimenticare che ci troviamo in una zona di confine, un vero e proprio campo di battaglia tra le ultime resistenze dell’inverno e i primi, timidi tentativi dell’estate. Il comportamento del Vortice Polare, che proprio in questo periodo dell’anno tende a fisiologici smembramenti, favorisce queste repentine irruzioni fredde verso le basse latitudini. È il classico gioco delle parti della meteorologia dinamica, una massa d’aria calda che sale verso nord ne sposta inevitabilmente una fredda che scende verso sud, in un equilibrio termodinamico complesso e affascinante.

 

In effetti, l’atmosfera sembra mostrare una tendenza sempre più marcata all’estremizzazione dei fenomeni atmosferici, con scambi meridiani talvolta eccezionali. Le proiezioni a lungo termine diventano un rebus di difficile risoluzione, ma una cosa è certa, la normalità climatica è un concetto ormai obsoleto. Molti scienziati mettono in relazione questa esasperazione degli scambi meridiani con il Riscaldamento Globale, un fattore che aggiunge energia e imprevedibilità a un sistema caotico per sua stessa natura.

 

Sbalzi termici e nessuna illusione, la primavera di aprile è così

Le ondate di calore fuori stagione seguite da crolli termici vertiginosi sono la firma tangibile di un clima che sta cercando un nuovo, precario punto di equilibrio. Godiamoci appieno, quindi, questa parentesi di luce e di tepore che ci accompagnerà durante le imminenti festività. È un regalo meritato dopo un periodo grigio, un assaggio di bella stagione che ci ridarà energia e ottimismo. Ma facciamolo con la lucida consapevolezza che la primavera ha ancora moltissime carte da giocare sul tavolo del meteo, e che le sorprese potrebbero non essere finite qui.

 

D’altronde, il vecchio adagio popolare che invita a non scoprirsi troppo in questo periodo conserva intatta la sua granitica saggezza. Prepariamo gli occhiali da sole e le maniche corte, certamente, ma teniamo un provvidenziale ombrello e una giacca a vento a portata di mano. La stagione dei grandi contrasti è appena decollata, pronta a stupirci ancora una volta, con meteo estivo ancora decisamente lontano.

 

Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo.

Seguici su Google