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isole di fresco con la neve 25

Caldo record in arrivo: l’Italia verso i 40°C, poi il refrigerio

L’anticiclone schiaccia l’Europa, la Francia tocca i 45°C e il Nord Italia rischia valori mai visti in due secoli. Ma il vero nodo, forse, è un altro.

Voglia di refrigerio. Voglia di neve, di inverno, di una stagione che sembra non appartenerci più. L’estate, un tempo, era la bella stagione: adesso somiglia a qualcosa di infernale, e non solo in città, perché anche in campagna si tira il fiato a fatica.

 

Verso un caldo mai osservato

Il sollievo arriverà. Ma a che prezzo? I temporali che lo annunciano sanno mostrarsi devastanti, lasciano danni dove passano, e quel temporale che rinfrescava i pomeriggi d’Agosto – quello dei nostri ricordi – si è ormai spostato a sud. Ieri altri rovesci sulla Penisola e in Sardegna, mentre il Nord Italia correva già verso i 38°C.

Poi sono arrivate le notizie da oltralpe. In Francia il termometro ha toccato i 45°C a Bordeaux, valore estremo, mentre una stazione di Parigi segnava 40°C. Numeri che fanno impressione, diciamolo.

E quel caldo non resta lì. La configurazione sinottica – un’alta pressione che comprime l’aria e la surriscalda – sposterà il suo picco soprattutto sul Nord Italia. Potremmo ritrovarci davanti a situazioni mai registrate dalla meteorologia moderna, in oltre 200 anni di osservazioni; roba, forse, da epoche storiche. Si parla di 40°C attesi, con il rischio concreto di picchi ben più alti in qualche località. Poi, chissà, il refrigerio.

 

Le isole di refrigerio e quello che non dicono

Già, le isole di refrigerio. Se ne propongono, anche con belle foto. Valgono poco, a essere onesti. Quanto gli inviti a rifugiarsi nei parchi cittadini, dove il caldo c’è eccome, o in biblioteca davanti a un libro. Servono ambienti ampi e climatizzati, non cartoline. Servono soldi veri per chi un condizionatore non può permetterselo, e un costo dell’energia più basso. I consumi magari sono minimi, ma lo sono ancor di più certe pensioni – quelle nuove, dopo una vita di lavoro, somigliano a un’elemosina – e su questo, senza far politica, qualcosa andrebbe detto.

E c’è chi il lavoro lo perde. Gli autonomi, spesso, senza una rete sotto i piedi, e poi tartassati dai pignoramenti di Enti governativi. Sempre più persone dormono in auto, ci vivono. A loro un’isola di refrigerio nel parco non cambia nulla. Non servono le belle foto.

Serve altro. Interventi strutturali e sociali, quelli seri. Perché il clima è cambiato e peggiorerà – niente allarmismo, sia chiaro – e a dirlo è la scienza.

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