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Ci sono serie preoccupazioni riguardo allo stato idrico del fiume Po. Con la risorsa idrica attualmente disponibile, restano al massimo una decina di giorni per garantire l’irrigazione nel bacino. È quanto emerso dal tavolo tecnico dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, riunitosi in via straordinaria a Taglio di Po (Rovigo).

Che cosa sta succedendo

La situazione è piuttosto critica per due motivi. Il primo è che mancano le precipitazioni davvero organizzate ormai dal mese di marzo. Aprile e maggio sono stati mesi più caldi della media, più secchi e con precipitazioni troppo irregolari. Non parliamo poi di giugno, che se anche è stato piovoso nella sua prima decade, l’ondata di calore estrema che ha interessato tutta la seconda parte del mese ha di fatto prosciugato tantissimo i terreni.

Il secondo motivo sta nel fatto che ci troviamo nel periodo di massimo prelievo idrico annuale. Tra aprile e luglio, infatti, serve tantissima acqua per le colture, ed è quindi fondamentale che ne arrivi in abbondanza dagli immissari. Ma se la neve si è sciolta con grande precocità e l’inverno non è stato eccezionalmente nevoso, la situazione è già negativa in partenza, come confermano anche le proiezioni per il mese di luglio elaborate sul modello ECMWF.

Le maggiori criticità

La situazione più critica resta quella del Delta del Po, dove la riduzione delle portate continua a favorire l’avanzata del cuneo salino: esattamente come è successo nel 2022, anche se in quell’anno la situazione era ancora più drammatica.

Le criticità interessano però l’intero Nord Italia. In Piemonte la Regione ha convocato per lunedì un tavolo di emergenza, dopo che nei comprensori risicoli la disponibilità della risorsa si è ridotta dell’80%. In Lombardia il deficit idrico medio ha raggiunto il 40%, e si valuta il ricorso al soccorso irriguo dal lago d’Idro fino al 20 luglio.

Questo perché, come detto, la combinazione tra un inverno non troppo nevoso sulle Alpi, soprattutto quelle centrali e orientali, e un periodo caldissimo sta di fatto facendo calare in fretta le scorte, un quadro che i principali modelli previsionali confermano anche per i prossimi giorni.

Quando ne usciremo?

Purtroppo ci duole dire che la siccità è un problema grave, perché si sa quando inizia ma non quando finisce, e nessuno può cantare vittoria. Come si può notare dalle immagini che vi mostriamo, la situazione italiana sta decisamente peggiorando, e la grave ondata di calore in arrivo nei prossimi giorni non farà altro che peggiorare drammaticamente una situazione già molto precaria.

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