
El Niño verso il picco tra dicembre e gennaio
In questo periodo si parla molto spesso di El Niño e sentiamo esprimere forti preoccupazioni per la sua possibile evoluzione: c’è apprensione per l’Inverno, ma soprattutto c’è una gran preoccupazione per la Primavera e l’Estate. Innanzitutto, cerchiamo di sfatare alcuni temi e alcune convinzioni.
I principali centri meteo, compresa la NOAA, sono concordi nel prevedere che questo El Niño, già in atto e piuttosto forte, diventi ancora più intenso e raggiunga il suo picco durante l’Inverno 2026-2027. È stata stabilita una data approssimativa, quella di dicembre 2026, ma ciò non toglie che il picco massimo possa invece verificarsi durante il mese di gennaio, dopodiché la forza di questo Niño si ridurrà gradualmente. Attenzione però, perché a livello globale El Niño, soprattutto un Niño così forte, ha effetti tutt’altro che trascurabili: genera delle onde chiamate planetarie e delle influenze a distanza, le teleconnessioni, insieme alle onde di Rossby, e oltretutto può avere un’influenza sul Vortice Polare, un aspetto non certo secondario se parliamo d’Inverno.
Vortice Polare sotto pressione già a novembre
In questo periodo i modelli matematici sono estremamente propensi nel prevedere un forte riscaldamento della Stratosfera sopra il Polo Nord, con un’inversione dei venti in alta quota che potrebbe poi ripercuotersi alle quote inferiori, dove si verificano i fenomeni atmosferici. Si tratta comunque di una previsione, che non ci dice dove questi venti avranno effetto con un’ondata di freddo, perché al momento abbiamo soltanto dei segnali. Tra l’altro c’è un segnale, soprattutto a brevissimo termine visto che ormai si parla dei primi giorni di novembre, di un forte Stratwarming, e man mano che ci avviciniamo a quel periodo la probabilità che possa succedere cresce, ovviamente anche perché i modelli matematici, avvicinandosi al periodo di previsione, offrono una migliore affidabilità.
El Niño può avere un’influenza sull’Inverno italiano, che in questo momento è l’aspetto che più ci riguarda, ma anche su novembre: già il fatto stesso che a novembre si verifichi un fortissimo riscaldamento della Stratosfera, con la possibilità che si realizzi addirittura l’inversione delle correnti, può portare ondate di freddo in alcune aree del pianeta, e può succedere anche qui in Europa, intendendo per ondate di freddo l’aria gelida che arriva addirittura dalla Siberia. È chiaro che a questo punto c’è un’influenza che, come abbiamo detto, è però mediata attraverso gli altri fattori citati in precedenza.
NAO negativa sulla carta, ma le perturbazioni atlantiche latitano
El Niño ha un’influenza anche sulla NAO, l’Oscillazione Nord Atlantica, in sostanza un indice che quando è negativo ci porta le perturbazioni sull’area del Mediterraneo, ed El Niño tendenzialmente lo spinge verso il negativo. Al momento, però, questo aspetto viene previsto dai modelli matematici ma non ne stiamo vedendo l’efficacia, perché mancano ad esempio le perturbazioni atlantiche: in questo frangente autunnale avrebbe potuto spingere svariate perturbazioni oceaniche verso la Penisola Iberica e poi verso l’Italia, e questo non è successo, anzi siamo in deficit pluviometrico.
Si sta invece manifestando la probabilità di questo forte riscaldamento in quota, un evento che secondo varie statistiche, con El Niño, viene indicato come più probabile di circa il 30% rispetto a una fase di La Niña. Ci sono diversi studi su questo, ma sappiate che quel 30% non vale sempre, trattandosi ovviamente di statistiche.
I pattern tipici sull’Europa
Ci sono poi degli aspetti tipici per l’Europa durante un El Niño forte, che vengono chiamati pattern: temperature più basse nel Nord-Est europeo e precipitazioni più abbondanti nella parte centro-meridionale del Continente, specialmente sul Mediterraneo, quindi anche sull’Italia. Un segnale più chiaro dell’effetto di El Niño arriva all’inizio della stagione invernale vera e propria, ma anche già da novembre, ed è quello di un pattern chiamato EA positivo (East Atlantic). Tutti questi pattern sono statistici, si parla di medie e non di regole fisse, e c’è una certa variabilità tra un evento e l’altro.
Inverni con El Niño forte, la storia non dà risposte univoche
È importante però ricordare che con un El Niño molto forte non abbiamo la possibilità di dedurre se avremo un inverno freddo oppure caldo, perché in Europa El Niño non ha questo effetto. Ci sono altri fattori decisivi, quelle tante parolone citate finora, che possono effettivamente avere un’influenza sul nostro inverno, sia con una stagione mite sia invece con una stagione fredda.
Gli esempi storici lo dimostrano: il forte Niño del 2015-2016, comunque non paragonabile a quello attuale, portò un inverno molto mite in Europa, lontano da quelle fasi nevose che hanno interessato il Continente in altre occasioni. Nel 2009-2010, invece, ci fu sempre un El Niño forte e quell’anno molte aree dell’Europa ebbero più neve e molto più freddo rispetto alla media, mentre nel 1997-1998, con un altro evento intenso, l’inverno fu più mite della norma.
Previsioni stagionali da leggere con senso critico
Il segnale che El Niño dà all’Europa è ben più debole rispetto a quello che si osserva nel Nord America, in Australia, nelle zone tropicali e soprattutto in tutta quella fascia di Paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico. Tuttavia, durante El Niño ma anche durante La Niña, le previsioni stagionali diventano decisamente meno affidabili: quando si mostrano le mappe di come sarà la stagione invernale elaborate dal Centro Meteo Europeo (ECMWF), dal Centro Meteo Americano o da altri centri meteo, bisogna considerare che in una condizione di El Niño, per di più forte, ci possono essere differenze notevolissime. Perciò queste previsioni stagionali, tra l’altro sperimentali, andrebbero osservate con molta più criticità rispetto alla normalità, cioè a quando non ci sono né El Niño né La Niña.
Credit
- NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion
- WMO – El Niño / La Niña Phenomena
- WMO – Sea-surface temperatures reflect strengthening El Niño
- Met Office – What are El Niño and La Niña?

