Stavolta ci siamo, i segnali cominciano a essere un po’ più evidenti. La data cardine potrebbe essere quella dell’8 ottobre, giorno che rappresenterebbe il primo vero cambio di passo verso un clima decisamente più autunnale sull’Italia. Al centro delle analisi c’è un vortice freddo in quota, di dimensioni piuttosto ridotte ma molto interessante per quanto riguarda la dinamica. Si tratterebbe della prima configurazione meteo tipica del periodo sul nostro Paese. Attenzione però a una cosa importante: tra i modelli c’è ancora divergenza, e riguarda soprattutto la posizione dell’affondo e, di conseguenza, la distribuzione delle precipitazioni. E non è cosa da poco.
ECMWF: Italia presa maggiormente di mira
Il modello europeo ipotizza un affondo più occidentale e decisamente incisivo, soprattutto per tutte le regioni di Ponente. Ne consegue che, in questo caso, il vortice freddo potrebbe interessare direttamente il Nord-Ovest, coinvolgendo in particolare Liguria, Lombardia e parte del Piemonte, per poi estendere i suoi effetti verso il versante tirrenico, fino a Toscana e Lazio. Sarebbe quindi una passata autunnale in piena regola, con forti correnti da sud e sud-ovest e un bel minimo di bassa pressione sul Mar Ligure.
Attenzione, dunque, alla concreta possibilità di fenomeni meteo di una certa intensità, qualora il tutto andasse in porto. Inoltre, non sarebbe qualcosa di troppo rapido: il miglioramento risulterebbe più lento, con condizioni di instabilità per almeno un paio di giorni.
GFS: meno precipitazioni e più orientali
Secondo il modello americano, il nucleo freddo dovrebbe muoversi verso sud-est seguendo una traiettoria piuttosto orientale. In questo scenario, le aree maggiormente coinvolte sarebbero il Triveneto, l’Emilia-Romagna e, successivamente, Marche, Umbria e Lazio. Il Nord-Ovest, invece, rimarrebbe in gran parte ai margini dell’azione perturbata: qualche nube passeggera e poco altro. In questo caso, però, giova ricordare che si tratterebbe di un peggioramento molto più rapido, subito sostituito da una nuova rimonta dell’alta pressione.
Un segnale autunnale da prendere in considerazione
Da questo confronto emerge chiaramente che entrambi i modelli individuano per l’8 ottobre una fase meteo decisamente più dinamica rispetto alle settimane precedenti. Ma la domanda che sorge spontanea è la seguente: l’8 ottobre potrebbe quindi rappresentare un importante passaggio stagionale? Secondo il modello europeo la risposta è sì, secondo quello americano no. Ecco perché, prima di sbandierare ai quattro venti l’arrivo di un periodo autunnale molto lungo, bisognerà ancora aspettare i prossimi aggiornamenti.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE