
Analizziamo in questa sede i primi dati provenienti dal centro di calcolo europeo e riferiti alla possibile evoluzione barica di massima per il prossimo mese di novembre. Come sempre, rileviamo che le ipotesi evolutive su un intero mese nulla hanno a che fare con le previsioni in senso stretto: si tratta semplicemente di un’evoluzione di massima, meramente indicativa sui possibili pattern circolatori prevalenti. Dunque, quale sarebbe il quadro evolutivo per novembre 2026? Dalle simulazioni deduciamo un novembre – convenzionalmente il mese autunnale per eccellenza, spesso anche il più perturbato – non particolarmente spinto in termini di instabilità, ma nemmeno spento.
Atlantico depressionario, Est Europa sotto l’alta pressione
Nella sostanza, le proiezioni non lasciano intravedere un Mediterraneo particolarmente depressionario o con anomalie bariche dichiaratamente negative. Il quadro barico medio ipotizzato dal modello matematico europeo ECMWF è quello rappresentato in sintesi nell’immagine di copertina: l’anomalia depressionaria più pronunciata, e dunque più persistente, la si avrebbe in Atlantico, con perno a nord-ovest del Golfo di Biscaglia e a sud-ovest del Regno Unito, con influenza più diretta, appunto, sul Regno Unito e su tutti i settori occidentali del continente, quindi sull’ovest della Penisola Iberica e della Francia, sui Paesi Bassi e fino al Mare del Nord. Su queste aree si avrebbero le piogge più ricorrenti e importanti.
Sull’Est Europa, il modello ipotizza, invece, le maggiori anomalie anticicloniche, quindi con alta pressione più presente e maggiore stabilità. Lungo i meridiani centrali europei e mediterranei, dunque anche sull’Italia, viene ipotizzata una circolazione in qualche modo ibrida: talora con influenze instabili oceaniche, sotto forma di impulsi umidi e relativamente freschi agenti su una traiettoria in prevalenza nord-occidentale, altre volte con influenze anticicloniche più stabilizzanti.
Dove potrebbe piovere di più (e di meno) in Italia
In questo quadro di massima si profilerebbe un novembre che potrebbe vedere un’instabilità a fasi alterne, magari più importante su alcuni settori, meno su altri. Stando al quadro medio proposto, i nuclei instabili, nelle fasi in cui agirebbero, potrebbero avere una traiettoria media tirrenica, indugiando maggiormente sui settori centrali e transitando più veloci altrove. Ne deriverebbe una tendenza a piogge più presenti tra Toscana, specie interna, Emilia, localmente Romagna, Umbria e Marche, sull’alto Adriatico in mare, localmente anche sull’estremo est del Friuli Venezia Giulia e sul nord-ovest del Lazio. Precipitazioni più frequenti anche sul sud della Campania, sull’ovest della Lucania, sulla Calabria tirrenica centro-settentrionale, localmente sui settori ionici tra sud della Calabria e sud-est della Sicilia, sui settori settentrionali centro-occidentali della Sicilia e, infine, sull’ovest e sul sud della Sardegna.
Queste le aree che, nel corso del prossimo mese, potrebbero vedere le piogge più ricorrenti e talora anche un po’ sopra media. Sul resto dei settori, piogge più nella norma o, spesso, per una minore esposizione, precipitazioni sì presenti ogni tanto, ma sotto le medie tipiche del periodo. I settori con apporti sotto media potrebbero essere quelli del medio e basso Adriatico, le rimanenti aree ioniche, gli altri settori siciliani, il nord-est della Sardegna, il centro-sud e il centro-nord della Campania, nonché diverse aree del Nord, soprattutto il Nord-Ovest, il Piemonte e la Lombardia, qui con un deficit di pioggia localmente anche importante. L’apprezzabile deficit sulle regioni settentrionali, nonostante un’incidenza instabile atlantica, sarebbe determinato da una traiettoria più nord-occidentale delle correnti, quindi con aria atlantica non direttamente da ovest/sud-ovest, per cui gli impulsi potrebbero agire più sul medio e basso Tirreno che non più a nord. Si tratterebbe, tuttavia, di impulsi non particolarmente profondi né troppo duraturi.
Da evidenziare, secondo le dinamiche più recenti, la possibilità che la prima decade del mese possa vedere le manovre instabili più significative, via via più leggere nel corso del mese, salvo qualcuna più determinata in chiusura e, in questo caso, anche relativamente più fredda.
Temperature in media o leggermente sopra
Sotto l’aspetto termico, il mese evolverebbe all’insegna di temperature leggermente sopra media o, per diverse fasi, in media. Ciò perché le fasi instabili sarebbero di matrice nord-atlantica, quindi con aria non particolarmente mite, mentre quelle anticicloniche sarebbero caratterizzate da inversioni termiche notturne, con una certa compensazione tra le ore notturne più fresche e quelle diurne più miti. Con i nuovi aggiornamenti mensili nella prossima settimana vedremo se questa tendenza verrà confermata o se ci saranno novità evolutive per il prossimo novembre. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

