Le mappe del modello matematico GFS e la pressione in quota
Appare di rilevante interesse la serie di mappe proposte dal GFS, il modello matematico americano distribuito dalla NOAA, che fa concorrenza a quello europeo dell’ECMWF. Quello che andremo a vedere è soprattutto la pressione atmosferica in quota, detta 500 hPa. Anche se al suolo avremo delle aree di bassa pressione e dell’instabilità atmosferica, la pressione in quota è estremamente rilevante: è quella che si associa alle basse pressioni al suolo, ma a volte anche da sola determina condizioni di diffuso maltempo, mentre i fenomeni sono più sparsi quando in quota non c’è una corrispondente bassa pressione.
La situazione di partenza: alta pressione dalle Isole Britanniche
Abbiamo qui una serie di mappe con la situazione di partenza della giornata di oggi, dove vediamo soprattutto alte pressioni, con un picco massimo sulle Isole Britanniche che si protende verso l’Italia. Troviamo poi un minimo in quota sul Portogallo e un altro sul Mediterraneo orientale, area dove generalmente non approfondiamo molto l’evoluzione meteo, perché il tempo solitamente arriva da ovest, a volte da nord-ovest o da nord.
Al giorno otto si muove qualcosa sul Nord Europa
Ci spostiamo gradualmente nel corso dei giorni, ma a questo punto dobbiamo arrivare addirittura al giorno otto, dove vediamo comunque una serie di cambiamenti. Si rinforza la bassa pressione a sud-est delle Isole Britanniche e soprattutto una profonda area di bassa pressione si porta verso la Danimarca e la Scandinavia. L’alta pressione è ancora presente sull’Italia, mentre quella oceanica verso le Isole Britanniche perde forza. Man mano che andremo avanti la previsione perde affidabilità, e bisogna sottolinearlo; tuttavia, quando un modello matematico prospetta alcuni cambiamenti, c’è da tenerne conto.
11 ottobre: aria fredda verso l’Europa centrale
Ci spostiamo alla mezzanotte dell’11 ottobre: qui vediamo che prende decisamente vigore la bassa pressione in quota sulla Scandinavia e sulla Russia settentrionale. È un aspetto interessante, perché in quota scende aria fredda verso l’Europa centrale, mentre l’Italia è interessata da un’area di alta pressione. Significa sostanzialmente che il nostro Paese si trova in una situazione di stand-by, ed effettivamente le previsioni danno orientativamente questa tendenza per quel periodo, ovviamente sempre da confermare nei prossimi giorni.
13 ottobre: il cambiamento poderoso
Spostandoci verso il 13 ottobre, la situazione diventa davvero molto interessante per l’Italia, perché si presenta un cambiamento atmosferico poderoso. La bassa pressione scandinava viene spinta da un rinforzo dell’alta pressione sulle Isole Britanniche verso i Balcani e poi verso la nostra Penisola, tanto che la troviamo con quei colori virati verso il blu che indicano una svolta importante. Non stiamo facendo una previsione meteorologica dettagliata e puntuale: queste sono linee di tendenza generali.
16 ottobre: l’Italia dentro una bolla di bassa pressione
Andiamo ancora più avanti, addirittura al 16 ottobre. Ribadisco che si tratta sempre di linee di tendenza e non di previsioni puntuali. L’Italia si trova all’interno di una bolla isolata di bassa pressione in quota. Cosa significa? Rischio di maltempo. È chiaro che negli altri livelli atmosferici ci saranno altre correnti che concorreranno a determinare il tempo sul nostro Paese, però questo evento non è affatto trascurabile, perché dall’estate non abbiamo visto situazioni del genere ed è la prima volta che l’Italia viene colpita così in pieno da un’area ciclonica tanto importante.
Verso il 19 ottobre un sapore di tardo autunno
Le proiezioni a più lungo termine danno peraltro novità non poco rilevanti, cioè il persistere della bassa pressione sull’Italia nei giorni successivi, tanto che prende forza un ulteriore impulso dal Nord Europa verso il Mediterraneo centrale con aria fredda. Verso il 19 ottobre ci ritroviamo addirittura in una situazione dal sapore di tardo autunno. Viene quindi prospettato un cambiamento molto importante, ma tutto da confermare: stiamo discutendo di scenari ipotetici elaborati da modelli matematici che eseguono miliardi di calcoli, ovviamente con margini di errore.
La stagione sta cambiando
L’aspetto di cui terrei conto è il fatto che i modelli matematici intravedono cambiamenti atmosferici importanti. Questi potranno slittare più avanti o essere rimodellati totalmente, ma in linea teorica la stagione sta cambiando e cambierà. Ci lasceremo alle spalle i 30°C della Sardegna, i 25°C della Pianura Padana, che ormai stanno già scemando, e i 25-28°C del Centro Italia e di molte aree del Sud. Il clima tende a cambiare, la radiazione solare si sta riducendo e inizia a prendere forza la massa d’aria da nord. Ci auguriamo che arrivino precipitazioni continue e non alluvionali.
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