A fine settembre basta una mattinata di variabilità perché al largo compaia un sottile imbuto grigio che collega la base di una nube alla superficie del mare. Sono le trombe marine, e in Italia sono tutt’altro che rare. Un’analisi dei dati europei relativa al decennio 2007-2016 ne ha censite 707, e il 43% si è sviluppato in autunno, il 33% in estate.
Come nasce una tromba marina
Il motore è l’instabilità atmosferica, cioè la tendenza dell’aria calda e umida a salire rapidamente quando sopra di essa c’è aria molto più fredda. In autunno il Mediterraneo conserva il calore accumulato d’estate, mentre in quota arrivano le prime masse d’aria fresca. Il contrasto alimenta correnti ascensionali vigorose. Se l’aria in risalita possiede anche una debole rotazione, il vortice si stringe e accelera, come un pattinatore che chiude le braccia. Nel Mar Egeo, oltre tre quarti delle trombe marine autunnali si sono formate con il mare tra 22°C e 24,5°C.
Le più comuni, dette trombe marine di bel tempo, crescono dal basso verso l’alto. Il ciclo di vita tipico comprende cinque fasi: una macchia scura sull’acqua, una spirale sulla superficie, un anello di spruzzi, il vortice maturo e infine il dissolvimento. Quando l’imbuto diventa visibile, il fenomeno è già vicino alla piena maturità. La colonna, inoltre, non aspira il mare fino alla nube: è formata soprattutto da goccioline d’acqua dolce prodotte dalla condensazione del vapore.
Le differenze con i tornado terrestri
Diverso è il caso delle trombe marine tornadiche. Si tratta di veri tornado formati sull’acqua, legati a temporali violenti, che si sviluppano dalla nube verso il basso. In Italia circa un quarto delle trombe marine raggiunge la costa trasformandosi in tornado, e le aree più esposte sono le coste rivolte ai flussi occidentali: il Tirreno e il litorale ionico della Puglia. I tornado del Nord Italia hanno invece un’origine continentale e si concentrano tra tarda primavera ed estate.
Episodi documentati sulle coste italiane
Il caso più studiato riguarda Taranto, il 28 novembre 2012. Un vortice nato sul Mar Ionio ha attraversato il porto facendo salire il livello del mare di circa 30 centimetri, per poi entrare nell’acciaieria come tornado multivortice di categoria EF3, con una vittima e danni stimati in 60 milioni di euro.
Molto più spesso il vortice resta in mare. A Genova, nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2020, una tromba marina è stata immortalata insieme a un fulmine. Nello stesso mese, sul Tirreno, è stata filmata una grande tromba marina a Porto Ercole. Il 20 novembre 2018 un vortice ha raggiunto la costa di Vietri sul Mare, come documenta il video della tromba marina nel salernitano. A Sottomarina, presso Chioggia, un vortice entrato dal mare ha invece investito due campeggi, senza gravi conseguenze per le persone.
Prevenzione e buon senso
Per chi naviga la regola è allontanarsi muovendosi ad angolo retto rispetto alla traiettoria del vortice, senza mai avvicinarsi. Dalla spiaggia conviene rientrare al chiuso.
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