La sfida climatica globale: il ruolo dei petro-stati alla COP28
Il mondo sta per scoprire se uno stato produttore di petrolio può guidare la lotta globale contro il cambiamento climatico con l’apertura della 28ª Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP28) negli Emirati Arabi Uniti (EAU). Il vertice di due settimane, che si prevede attirerà un numero record di 70.000 delegati da oltre 200 paesi, segna il più grande raduno di leader mondiali di quest’anno.
Un momento cruciale per il clima
Il riscaldamento globale ai massimi storici
All’apertura dei lavori nella capitale emiratina di Dubai, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha rilasciato dati che confermano il 2023 come l’anno più caldo mai registrato. Anche i record per le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera del pianeta, la produzione di combustibili fossili e i sussidi sono stati infranti nel 2023, mentre eventi meteorologici estremi alimentati dal riscaldamento antropogenico hanno colpito il globo.
Il bilancio sanitario del cambiamento climatico
Il tributo alla salute del cambiamento climatico continua ad aumentare, con oltre 5 milioni di morti all’anno attribuite all’inquinamento atmosferico ambientale causato dalla combustione di combustibili fossili, secondo nuovi dati pubblicati sul British Medical Journal. Questa stima supera significativamente la cifra ampiamente citata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di 7 milioni di morti per inquinamento atmosferico, che comprende sia l’inquinamento atmosferico ambientale che quello domestico causato dalla combustione di combustibili sporchi.
La valutazione collettiva dei progressi
Un compito cruciale al prossimo vertice sul clima COP28 sarà per le nazioni valutare collettivamente i loro progressi verso il raggiungimento degli obiettivi climatici globali, principalmente l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C. Questa valutazione completa, nota come revisione globale, dovrebbe culminare in una tabella di marcia ad alto livello che delinea le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici desiderati.
Il futuro dei combustibili fossili in discussione
La battaglia alla COP28
Quest’anno, la battaglia alla COP28 si concentrerà sul futuro dei combustibili fossili: se le nazioni concorderanno di ridurne l’uso o eliminarli completamente. La richiesta centrale dei gruppi ambientalisti è l’eliminazione completa dei combustibili fossili dal mix energetico globale.
La posizione dei paesi del G7
In aprile, il vertice del Gruppo dei Sette (G7) a Hiroshima, in Giappone, ha visto gli Stati Uniti e i suoi partner del G7 concordare di accelerare la “eliminazione dei combustibili fossili non mitigati”. Il termine “non mitigati” si riferisce ai combustibili fossili che vengono bruciati senza tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS).
Il ruolo delle compagnie petrolifere
Le principali compagnie petrolifere e produttrici di gas hanno finora mostrato scarso interesse nell’affrontare la crisi climatica. I governi e l’industria continuano ad espandere la produzione di combustibili fossili, con i governi di tutto il mondo sulla strada per produrre combustibili fossili a un ritmo del 110% superiore all’obiettivo di 1,5°C entro il 2030.
Le valutazioni scientifiche
Le valutazioni scientifiche della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) e dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) sono tutte concordi: nessuna espansione dell’uso dei combustibili fossili può essere conciliata con l’obiettivo di 1,5°C sancito nell’Accordo di Parigi.
La COP28 rappresenta un momento decisivo per il futuro del nostro pianeta e la lotta contro il cambiamento climatico. Sarà fondamentale vedere se i leader mondiali saranno in grado di superare gli interessi a breve termine e impegnarsi in azioni concrete per ridurre le emissioni e proteggere le generazioni future.
