L’analisi delle eclissi attraverso le tavolette di argilla
Le eclissi solari e lunari hanno da sempre affascinato l’umanità, e la loro osservazione e registrazione sono state fondamentali per lo sviluppo dell’astronomia. Un esempio significativo di questo interesse è rappresentato dalle tavolette di argilla risalenti a migliaia di anni fa, che contengono preziose informazioni sulle eclissi osservate dagli antichi popoli.
Una di queste tavolette, denominata Ktu 1.78, risalente a circa 3247 anni fa, è stata rinvenuta nella città di Ugarit, nell’attuale Siria. La tavoletta riporta la descrizione di un’eclissi solare totale, con la presenza di Marte durante l’evento. Questo dettaglio è particolarmente rilevante, in quanto conferma la natura totale dell’eclissi.
Tuttavia, la tavoletta presenta anche elementi che suggeriscono l’adozione di un calendario di tipo egizio, piuttosto che babilonese. Infatti, la menzione del “giorno della Luna Nuova” non corrisponde al calendario lunare babilonese, ma si adatta meglio a quello egizio. Inoltre, la traduzione di “btt” come “sesta ora” acquista credibilità se si considera che l’eclissi si verificò alle 13:20, con l’alba e il tramonto locali alle 6:45 e alle 17:45 rispettivamente.
Nonostante le incertezze nella traduzione e interpretazione del testo, è plausibile che la tavoletta rappresenti la testimonianza di un fenomeno astronomico straordinario, inciso con sollievo da chi ne fu testimone. La tavoletta è attualmente esposta al Museo nazionale di Damasco.
Il ciclo di Saros e l’eredità astronomica dei babilonesi
Grazie alle tavolette di argilla, sappiamo che i babilonesi, in particolare i Caldei, ci hanno lasciato un’eredità astronomica di grande valore: la consapevolezza dell’esistenza di un ciclo che governa le eclissi, il ciclo di Saros. Essi scoprirono che la Luna, il Sole e la Terra si ritrovano ciclicamente nella medesima posizione reciproca e che, dopo un’eclissi, la successiva si verificherebbe dopo circa 6585 giorni. Questa conoscenza conferiva prestigio ai sacerdoti, in grado di prevedere le eclissi.
Per comprendere l’origine del ciclo di Saros, è necessario analizzare il moto della Luna attorno alla Terra e le definizioni di rivoluzione sinodica e rivoluzione draconica. Il piano dell’orbita lunare è inclinato di circa 5,14 gradi rispetto all’eclittica, e i nodi sono i punti in cui l’orbita lunare interseca l’eclittica.
La rivoluzione sinodica corrisponde all’intervallo di tempo tra due lune nuove successive, pari a 29,53059 giorni. La rivoluzione draconica, invece, si compie in 27,21222 giorni, tempo impiegato dalla Luna a ritornare nel nodo ascendente dell’orbita. Esiste anche il mese anomalistico, pari a 27,55455 giorni, che è il tempo impiegato dalla Luna per passare da un perigeo al successivo.
Dopo 223 mesi sinodici, 242 mesi draconici o 239 mesi anomalistici, la Luna si trova nello stesso nodo, alla stessa distanza dalla Terra e nello stesso periodo dell’anno. Di conseguenza, ogni eclissi di Sole o di Luna si ripete con geometrie molto simili dopo un periodo di circa 6585 giorni.
Le tavolette d’argilla testimoniano che gli antichi Caldei avevano compilato lunghe liste di osservazioni di eclissi lunari, dimostrando un’approfondita conoscenza del fenomeno e della sua periodicità. Questo patrimonio di conoscenze astronomiche è stato fondamentale per lo sviluppo dell’astronomia e per la comprensione dei meccanismi che regolano i fenomeni celesti.