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el nino caldo record Il fenomeno climatico noto come El Niño, che ha caratterizzato il clima globale dal giugno‌ 2023, è stato dichiarato concluso dall’Ufficio di Meteorologia dell’Australia, segnando il passaggio a uno stato⁣ neutro del clima mondiale. Durante l’evento, le ⁢temperature superficiali del mare hanno​ raggiunto anomalie ⁢di 0,5 gradi ‍Celsius in parti‌ cruciali dell’oceano⁢ Pacifico orientale e centrale, salendo fino a un massimo di 2,0 gradi Celsius durante l’inverno ⁢passato, spingendo l’evento in uno stato di “super El Niño”.

 

Questo forte El ⁢Niño è ⁣stato ritenuto responsabile per aver spinto le temperature globali​ a livelli record, causando significative siccità⁣ in parti‌ dell’Asia e del Sud America e portando a un inverno praticamente inesistente in Nord⁣ America. Con il raffreddamento ⁤delle temperature dell’acqua nel Pacifico, né El Niño ‌né La Niña sono⁢ attualmente in controllo⁢ del clima, ‌e questa ⁣situazione rimarrà invariata fintanto che⁣ le anomalie termiche rimarranno nel range di 0,5 gradi ⁣Celsius a -0,5 gradi Celsius.

 

Lo stato esatto dell’Oscillazione Meridionale El Niño, comunemente nota come ENSO, è fondamentale per i⁢ modelli climatici globali, ‍che possono influenzare‍ tutto, ⁢dagli incendi⁢ boschivi agli uragani. Di recente,⁣ l’Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica (NOAA) ha stimato che⁢ vi‍ sia l’85% di probabilità ‌di passare da uno stato di El⁤ Niño a uno‍ neutro prima di luglio,​ con possibilità che si ritorni a uno stato di La Niña entro‍ l’autunno.

Gli esperti climatici ⁤dell’Ufficio di Meteorologia dell’Australia si ⁣sono mostrati meno convinti ‍delle previsioni della NOAA riguardo una futura La ⁤Niña, ma hanno anticipato che rilasceranno un aggiornamento delle previsioni​ ENSO più avanti nell’anno. L’ufficio ha dichiarato che‍ gli anni ENSO-neutrali seguono⁢ gli⁤ El Niño circa il ‌50% ​delle volte, mentre i‌ La ⁤Niña si verificano circa il 40% ‌delle volte dopo ‍la fine ‌di un El Niño.

 

L’uscita da uno stato ⁣di El ⁢Niño⁤ a uno neutro non comporterà ⁣probabilmente cambiamenti immediati nel clima del Nord America, ma i centri di previsione climatica saranno vigili sugli impatti sulla prossima estate e sulla stagione degli uragani. Secondo i dati ⁤storici della ​NOAA, tutti gli eventi neutrali degli ultimi due decenni hanno prodotto estati con temperature sopra la‍ media.

L’estate ⁤ENSO-neutrale del ​2019 ‌è stata la stagione più calda mai registrata per il Nord America, ⁤con calore record lungo​ entrambe le coste occidentale e orientale. Gli impatti dello ⁣stato ENSO sugli uragani sono ben ⁣documentati, ma talvolta possono⁣ sorprendere⁢ i meteorologi. Gli anni neutrali‌ hanno visto un numero di tempeste ⁤che varia⁢ da poche⁤ a stagioni tra le più attive mai registrate.

 

I meteorologi considerano il 2005 come‌ un anno dominato da condizioni ⁢neutrali: si sono formati‌ 28 tempeste denominate, di cui ‍15 si sono trasformate in ​uragani e sette hanno raggiunto uno stato maggiore con​ venti di ​almeno 185 km/h. Gli esperti di uragani della⁤ Colorado State University si aspettano che le condizioni⁢ neutrali si trasformino rapidamente in un modello climatico La Niña entro il culmine⁤ della stagione a settembre, il che tende ⁤a essere più ⁤favorevole agli uragani nel bacino dell’Atlantico.

Durante gli eventi La⁢ Niña, le anomalie della temperatura dell’acqua nel Pacifico centrale e orientale scendono al di sotto ⁢di -0,5 gradi Celsius, causando ⁣l’accumulo di acqua calda in regioni come l’Oceano Atlantico, il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi.

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