Il disco protostellare, che circonda la stella neonata, è stato visto emettere pennacchi di polvere, gas e flusso magnetico. Questi “starnuti” stellari, come sono stati descritti dagli scienziati, rappresentano un’espulsione di flusso magnetico dall’interno del disco e potrebbero svolgere un ruolo cruciale nella formazione delle stelle. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal.
Il ruolo del flusso magnetico nella formazione stellare
Le stelle, incluso il nostro Sole, si originano da aree dense di gas e polvere note come nurseries stellari. Queste regioni si condensano fino a formare un nucleo stellare, o protostella, attorno al quale si sviluppa un disco protostellare. Durante questo processo, i campi magnetici attraversano continuamente queste strutture, trasportando con sé un flusso magnetico.
Tuttavia, se il flusso magnetico venisse mantenuto durante l’intero sviluppo della stella, si genererebbero campi magnetici estremamente forti, ben superiori a quelli osservati nelle protostelle conosciute. Di conseguenza, i ricercatori hanno ipotizzato l’esistenza di un meccanismo in grado di rimuovere il flusso magnetico durante la formazione stellare.
Le osservazioni di Mc 27
Per approfondire questo misterioso fenomeno, il team di ricerca ha focalizzato l’attenzione su Mc 27, una nursery stellare distante circa 450 anni luce dalla Terra. Le osservazioni sono state effettuate tramite l’array Alma, un insieme di 66 radiotelescopi ad alta precisione situati nel deserto di Atacama, in Cile.
Analizzando i dati raccolti, i ricercatori hanno individuato delle strutture “a punta” che si estendevano dal disco protostellare. Ulteriori indagini hanno rivelato che si trattava di picchi di flusso magnetico, polvere e gas espulsi dal disco. Questo fenomeno, denominato “instabilità di interscambio”, si verifica quando le instabilità nel campo magnetico interagiscono con le diverse densità dei gas nel disco, causando l’espulsione del flusso magnetico.
Strutture simili sono state osservate anche in altre giovani stelle, suggerendo che il fenomeno potrebbe essere più comune di quanto si pensasse in precedenza. La comprensione delle condizioni che portano a questi “starnuti” stellari potrebbe fornire nuove informazioni sulla formazione di stelle e pianeti.
Implicazioni future della ricerca
La scoperta di questi “starnuti” stellari apre nuove prospettive nella comprensione dei processi che regolano la formazione delle stelle. Gli scienziati sperano che ulteriori studi possano espandere la conoscenza in questo ambito, contribuendo a risolvere alcuni dei misteri che ancora avvolgono la nascita delle stelle e dei sistemi planetari.
Per approfondire ulteriormente l’argomento, è possibile consultare l’articolo pubblicato su The Astrophysical Journal intitolato “Discovery of Asymmetric Spike-like Structures of the 10 au Disk around the Very Low-luminosity Protostar Embedded in the Taurus Dense Core MC 27/L1521F with ALMA” di Kazuki Tokuda e collaboratori.