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dieta carne cruda per cani Negli ultimi anni, si è diffusa la tendenza negli Stati Uniti di alimentare i cani con carne cruda, nota come dieta BARF (Bones And Raw Food, ossia Ossa e Cibo Crudo), promossa per essere più adatta biologicamente. Questo regime alimentare prevede l’uso di ingredienti non cotti, provenienti da animali selvatici o allevati, che i proprietari possono acquistare già pronti o preparare autonomamente. Nonostante il 3% dei proprietari di cani negli Stati Uniti acquisti cibo crudo per animali domestici e il 17% opti per alimenti crudi o cucinati destinati al consumo umano per i loro animali, le evidenze scientifiche non confermano che tale dieta sia più salutare rispetto ad altre.

 

Diverse associazioni veterinarie, tra cui l’American Veterinary Medical Association (AVMA), sconsigliano l’alimentazione a base di carne cruda per cani e gatti a causa dei rischi per la salute umana e animale. Raccomandano la cottura o la pastorizzazione dei prodotti fino a raggiungere una temperatura interna sicura che possa ridurre o eliminare organismi patogeni. Anche il programma Pet Partners della Delta Society esclude gli animali che seguono diete a base di carne cruda dalle attività di terapia assistita, a causa dei potenziali rischi per umani e altri animali.

 

I rischi principali includono la trasmissione di patogeni agli animali e agli umani. Studi hanno dimostrato che le proteine di origine animale possono essere contaminate da organismi patogeni come Staphylococcus aureus enterotossigenico, Escherichia coli, Listeria monocytogenes, Salmonella spp., Campylobacter spp. e Clostridium spp., causando malattie trasmissibili attraverso gli alimenti. Inoltre, esiste il rischio di trasmissione di infezioni subcliniche dai cani agli umani, particolarmente a rischio sono le persone anziane, incinte, giovani e immunocompromesse.

 

Un altro problema significativo è la resistenza agli antibiotici. Uno studio ha rilevato una correlazione elevata tra l’alimentazione dei cani con carne cruda e la presenza di ceppi di E.coli resistenti agli antibiotici nei campioni fecali.

Nonostante alcuni proprietari di animali domestici promuovano la dieta BARF per i presunti benefici come denti più puliti, una dieta più “naturale” e un gusto migliore, molte di queste affermazioni non sono supportate da prove scientifiche concrete e rimangono aneddotiche.

Sebbene la ricerca futura possa fornire ulteriori chiarimenti, seguendo il parere dell’AVMA, per ora sembra prudente preferire alimenti cotti per i cani.

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