Il Servizio di Ispezione e Salute degli Animali e delle Piante (APHIS) del USDA ha confermato il 24 maggio che il tessuto di 96 bovini da latte è stato esaminato, risultando positivo solo in un caso. Questo ha rafforzato la fiducia nell’efficacia del sistema di sicurezza alimentare attualmente in vigore, sottolineando la sicurezza della fornitura di carne.
Nonostante il virus sia stato rilevato nei bovini da latte, non ci sono state segnalazioni di infezioni in bovini allevati specificamente per la produzione di carne. Questo episodio segue la scoperta di frammenti inattivi di H5N1 in campioni di latte pastorizzato ad aprile, dimostrando l’efficacia della pastorizzazione nel neutralizzare i patogeni presenti nel latte. Il rischio principale rimane il consumo di latte crudo, fortemente sconsigliato.
Per quanto riguarda il consumo di carne bovina, APHIS raccomanda di cuocere la carne alle temperature interne sicure per eliminare eventuali microrganismi nocivi. Tuttavia, è noto che la carne bovina viene spesso consumata al sangue o cruda, situazione che potrebbe complicare le garanzie di sicurezza alimentare. La dottoressa Gail Hansen, esperta in sicurezza alimentare e salute veterinaria, ha espresso preoccupazioni riguardo alla prematura rassicurazione sulla sicurezza totale della carne, citando la necessità di ulteriori conferme scientifiche prima di fornire garanzie definitive.
Nonostante ciò, studi condotti dall’Agricultural Research Service (ARS) hanno mostrato che grandi quantità di H5N1 aggiunte a hamburger cotti a diverse temperature non erano presenti nei campioni cotti a 63°C (media) o 71°C (ben cotta). Anche la cottura a 49°C (al sangue) ha mostrato una significativa inattivazione del virus.
Il messaggio è chiaro: carne e latte, anche se derivanti da bovini infetti, dovrebbero essere sicuri per il consumo umano se trattati con le dovute precauzioni di cottura, manipolazione e pastorizzazione.
La diffusione del virus H5N1 continua a essere motivo di preoccupazione globale, avendo raggiunto aree remote del pianeta e infettato specie inaspettate. Negli Stati Uniti, i focolai tra i bovini da latte hanno portato a due casi umani, fortunatamente guariti dopo aver manifestato sintomi lievi. La trasmissione sostenuta tra esseri umani non è stata ancora osservata, ma è essenziale che enti come l’USDA mantengano alta la vigilanza sullo sviluppo dell’epidemia.