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Copia di BOMBE DI GRANDINE 2024 07 30T103449.096

 

La settimana è iniziata con tempo soleggiato e calura estiva in gran parte d’Italia, ma attenzione a qualche modesto temporale sulle Alpi, le uniche zone che sentono talune piogge. Sull’Appennino niente da segnalare. Ma occhio che questa situazione presto potrebbe cambiare in modo significativo, con l’arrivo dei temporali previsto prima di quanto inizialmente annunciato. Le fresche e instabili correnti atlantiche, infatti, sembrano voler anticipare il loro arrivo rispetto a quanto previsto nei giorni precedenti. Vediamo in dettaglio le zone interessate

 

Ecco l’analisi dei temporali

Mercoledì 31 Luglio al Nord Italia si verifica un sensibile aumento dell’instabilità con la formazione di temporali, non solo sulle Alpi ma anche nelle zone di pianura, solo prospicienti, non quindi l’intera Pianura Padana. Giovedì e venerdì ancora temporali su tutto l’arco alpino e forse qualche sconfinamento pure vicino al fiume Po.

 

Tuttavia, questo  peggioramento del tempo non porta certo un vero refrigerio. Per un abbassamento delle temperature bisogna aspettare sabato, ma sarà solo qualcosa di momentaneo e lieve. Nessun break estivo!

 

Nuovi temporali

Venerdì nuovi temporali dovrebbero estendersi su alcune zone padane e sabato e domenica interesseranno la dorsale appenninica. Non ci sarà alcun cambio di temperatura se non un calo dei geopotenziali e quindi dell’umidità. Valori meno afosi e sicuramente più gradevoli, ma nulla che fa presagire a un vero e proprio cambio di rotta.

 

Per quello bisognerà aspettare ancora a lungo. Anzi è possibile che dal 5-6 agosto le temperature risalgano ancora e i temporali spariscano di nuovo, per colpa di masse d’aria troppo calde e mancanza di ondulazioni fredde in quota.

 

Oramai l’Estate è così

C’è poco da fare, l’estate sta diventando molto secca e quando piove lo fa in maniera esagerata oppure molto concentrata. Questo vuol dire che la stragrande maggioranza dell’acqua viene persa e se da un lato non è un problema per le Alpi lo diventa invece per gli Appennini che soffrono di una grave carenza idrica.

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