A partire da giugno, un’intensa massa d’aria calda ha interessato queste zone, portando temperature elevate particolarmente nell’area dei Balcani e in Grecia, dove si sono verificate intense ondate di calore. Questo calore persistente ha permesso al mare di accumulare calore settimana dopo settimana, raggiungendo livelli di temperatura che oggi si attestano tra i +3 e +5°C sopra le medie stagionali.
Attorno all’Italia quasi tutti i mari presentano temperatura attorno ai 30°C, con punte di 32°C nel Basso Tirreno.
Le acque più calde del Mediterraneo funzionano come un motore che trasferisce energia e vapore acqueo nell’atmosfera, un processo che aumenta con l’incremento della temperatura dell’acqua. Un aumento di 1°C nella temperatura dell’acqua può aumentare del 7% l’umidità relativa nell’aria. Questo incremento di umidità può alimentare la formazione di temporali e fenomeni meteorologici intensi, come le cosiddette “tempeste simili tropicali” (TLC) e i Medicane (uragani mediterranei), particolarmente durante l’autunno.
In tale contesto, se le condizioni sinottiche sono favorevoli, questi eventi meteorologici potrebbero risultare più intensi e frequenti, aumentando il rischio di alluvioni e inondazioni. La situazione attuale richiede quindi una monitorizzazione continua, poiché le implicazioni di queste elevate temperature marine possono essere significative per la sicurezza e l’ambiente delle aree costiere mediterranee.