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uragano oscar cuba 1022 L’uragano Oscar ha colpito Cuba con una forza devastante, causando la morte di almeno sei persone nella località di San Antonio del Sur, nella provincia orientale di Guantanamo. Questo tragico evento è stato confermato dal presidente cubano Miguel Diaz-Canel durante un discorso trasmesso dalla televisione nazionale. La tempesta ha raggiunto l’isola domenica sera con venti vicini ai 130 km/h, per poi essere declassata a tempesta tropicale mentre si allontanava dal territorio cubano lunedì sera.

 

Le aree più colpite includono anche la comunità di Imias, anch’essa situata nella provincia di Guantanamo, dove si sono verificate inondazioni di livelli storici, mai registrate prima. L’impatto dell’uragano ha causato danni significativi: tetti e muri di abitazioni sono stati danneggiati, pali della luce e alberi sono stati abbattuti, e onde alte fino a quattro metri hanno colpito la costa.

 

Parallelamente alla crisi meteorologica, Cuba sta affrontando una grave crisi energetica. Il presidente ha rivelato che più del 36% del servizio elettrico è stato ripristinato e funziona stabilmente. Nella capitale, quasi tutti i due milioni di abitanti hanno visto il ritorno della corrente elettrica entro la fine della giornata. La vita quotidiana sta lentamente tornando alla normalità, con la ripresa del traffico e di molte attività.

 

A causa della combinazione della crisi energetica e delle condizioni meteorologiche avverse, le autorità hanno deciso di sospendere le lezioni e i servizi pubblici non essenziali fino a mercoledì. Solo ospedali e servizi essenziali rimangono operativi. Questa decisione riflette la gravità della situazione in un paese che sta vivendo la sua peggiore crisi degli ultimi trent’anni, aggravata da interruzioni croniche di corrente, carenze di cibo e medicine, e un’inflazione in rapido aumento.

 

Inoltre, il presidente aveva annunciato, proprio alla vigilia del blackout generale, che l’isola si trovava in una situazione di “emergenza energetica” a causa delle difficoltà nell’acquisto di combustibile necessario per alimentare le centrali elettriche, complicazioni dovute al rafforzamento dell’embargo imposto dagli Stati Uniti dal 1962. L’energia elettrica a Cuba è prodotta principalmente da otto centrali termoelettriche obsolete e da alcune centrali flottanti noleggiate da aziende turche, oltre a generatori di emergenza.

 

Questo scenario si aggiunge al blackout generalizzato che aveva già colpito l’isola nel settembre 2022, dopo il passaggio dell’uragano Ian, che aveva impattato principalmente la parte occidentale di Cuba. In quell’occasione, il ripristino completo dell’elettricità aveva richiesto diversi giorni a L’Avana e diverse settimane nelle aree più colpite.

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