Secondo le previsioni dei modelli meteo-climatici, il fenomeno della Niña potrebbe svilupparsi entro dicembre 2024 con una probabilità del 57% e prolungarsi fino al trimestre gennaio-marzo 2025. Questo fenomeno rappresenta la fase fredda dell’Oscillazione Meridionale El Niño (ENSO), che alterna periodi di raffreddamento (La Niña) a fasi di riscaldamento (El Niño).
Negli ultimi mesi, l’ENSO si è mantenuto in una fase neutrale. Le temperature superficiali del mare (SST) nel Pacifico equatoriale centrale e orientale sono rimaste vicine alla media stagionale. Allo stesso modo, le temperature marine sotto la superficie hanno evidenziato anomalie negative, segnalando un raffreddamento moderato nelle aree centrali e orientali di questa regione oceanica.
Parallelamente, i venti a bassa quota hanno mostrato una predominanza orientale in una porzione ridotta del Pacifico centro-orientale. I venti ad alta quota, invece, non hanno presentato anomalie significative rispetto alla media. Per quanto riguarda la convezione atmosferica, si è osservata un’attività debole intorno alla linea internazionale del cambio data, con un lieve rafforzamento nelle zone orientali dell’Indonesia.
Gli indici dell’oscillazione australe, sia nella variante tradizionale che in quella equatoriale, sono rimasti in territorio positivo, segnalando un equilibrio tra le dinamiche oceaniche e atmosferiche. Tuttavia, i valori dell’indice El Niño-3.4, che hanno registrato temperature inferiori a -0,5°C, suggeriscono la possibilità di una Niña debole.
I modelli previsionali, inclusi il multi-modale nordamericano (NMME) e il IRI, indicano che il fenomeno potrebbe svilupparsi in forma moderata e di breve durata. Il NMME prevede condizioni leggermente più fredde rispetto al modello IRI, ma entrambi concordano su un impatto limitato rispetto a episodi storici di maggiore intensità.
Se confermata, una Niña debole avrebbe effetti poco significativi sull’inverno dell’emisfero settentrionale. Tuttavia, alcune conseguenze potrebbero manifestarsi in aree geografiche specifiche, influenzando temperature e regimi di precipitazione, soprattutto in zone tropicali e subtropicali.
Una Niña così debole, se confermata, non dovrebbe condizionare in maniera evidente l’Inverno italiano. Per avere una stagione fredda degna del suo nome, dovremo, probabilmente, guardare ad altri attori climatici, come il Vortice Polare ed eventi di raffreddamento stratosferico.