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La situazione meteorologica di questa nuova settimana sarà dominata da una circolazione instabile a carattere relativamente freddo, che continuerà a influenzare diverse regioni italiane. Sebbene ci siano fasi di temporanea stabilità, il maltempo tornerà a colpire, con neve prevista anche a bassa quota su alcune aree circoscritte del Paese.

 

Le aree maggiormente colpite fino a martedì 10 dicembre

L’instabilità sarà più marcata nelle regioni del Centro-Sud, in particolare lungo il medio e basso Tirreno, dove si prevedono piogge intermittenti e localmente intense.

Nel Nord Italia, i fenomeni saranno più sporadici, fatta eccezione per l’Emilia-Romagna, che rimarrà esposta a un flusso orientale instabile. Questa regione sarà tra le più fredde d’Italia, con possibilità di nevicate a quote collinari o di bassa montagna.

Le Marche e le zone costiere del medio-alto Adriatico saranno anch’esse interessate da precipitazioni significative, ma con meno probabilità di neve rispetto all’Emilia-Romagna.

 

Peggioramento verso venerdì 13 dicembre: neve a quote medio-basse

Con l’avvicinarsi di venerdì 13 dicembre, un nuovo approfondimento depressionario tra la Spagna, la Francia e il Golfo del Leone potrebbe generare un minimo di bassa pressione in prossimità dell’alto Tirreno. Questa configurazione favorirebbe il richiamo di correnti più fredde orientali verso il Nord Italia, creando condizioni favorevoli alla neve a bassa quota.

Nelle ore notturne tra mercoledì 11 e giovedì 12 dicembre, l’apertura dei cieli al Nord potrebbe intensificare l’inversione termica nei bassi strati, contribuendo a un abbassamento delle temperature e a un possibile scenario per la comparsa della neve.

 

Le zone più a rischio neve bassa

Secondo le attuali proiezioni, le aree più esposte alla neve comprendono: i settori meridionali del Piemonte, le zone interne della Liguria, l’Oltrepo Pavese, i settori appenninici dell’Emilia e le aree prossime all’Appennino.

In queste regioni, la neve potrebbe cadere già a quote medio-basse, con possibilità di accumuli di 5-10 cm o superiori in alcune località. Localmente, non si escludono fiocchi fino al piano (tra 200 e 400 metri di quota), soprattutto nelle valli chiuse e nelle zone collinari.

 

Possibili scenari per venerdì 13 dicembre

L’evoluzione del minimo depressionario potrebbe portare a un peggioramento più marcato anche al Nord Italia, con piogge diffuse e nevicate sulle Alpi a quote medio-basse. Le possibilità di neve a bassa quota dipenderanno dalla combinazione tra l’intensità dell’aria fredda orientale e l’estensione del flusso depressionario.

In questo contesto, l’inversione termica accumulata nelle notti precedenti potrebbe giocare un ruolo chiave nel favorire nevicate più estese, anche in pianura. Tuttavia, l’incertezza legata alla distanza temporale richiede ulteriori conferme.

 

Cosa aspettarsi nelle regioni interessate

Piemonte meridionale e Liguria interna: accumuli tra 5 e 15 cm a partire da quote collinari, con possibilità di fiocchi al piano (200-400 metri di quota).

Emilia-Romagna: probabili nevicate sulle aree appenniniche, con possibili sconfinamenti fino alle zone di pianura nelle province occidentali.

Alpi orientali: neve a quote relativamente basse, con accumuli significativi soprattutto oltre i 1.000 metri.

 

Prossimi aggiornamenti

La configurazione atmosferica e la quota neve dipenderanno dalle caratteristiche della depressione e dal grado di raffreddamento precedente. È possibile che le nevicate pianeggianti diventino più diffuse, ma per ora il condizionale è d’obbligo. Nei prossimi giorni, ulteriori aggiornamenti delineeranno con maggiore precisione le aree colpite e l’entità degli accumuli previsti.

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